Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Destinazione errata

Destinazione errata

«La casa brucia proprio quando ci pare di avere il controllo assoluto del fuoco». Sappiamo davvero cosa desideriamo? E quanto sono pericolosi i nostri desideri? Un messaggio d’amore inviato alla destinataria sbagliata dà inizio a una storia irresistibile che non abbandona mai la tonalità ironica e tuttavia sospinge il protagonista verso esiti sempre più allarmanti. L’errore iniziale, pur nella sua casualità, logora gli argini. Nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. Il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. Domenico Starnone aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilità della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una sintesi dei disastri di cui è capace il genere umano. L’uomo che racconta questa storia ha trentotto anni, fa lo sceneggiatore. È sposato da più di dieci anni con Livia, donna intelligente, bella, soddisfatta del suo lavoro. La coppia ha tre figli (il più piccolo di dieci mesi), la vita coniugale è appassionata, senza crepe. Ma nel corso di un pomeriggio particolarmente caotico si verifica un banale incidente. Il giovane marito e padre sta badando ai figli perché la moglie è a un convegno, e intanto scambia messaggi urgenti di lavoro con Claudia, la collega con cui scrive sceneggiature per la tv. Nella fretta sbaglia: invia a Claudia un messaggio d’amore destinato a Livia. Niente di male, naturalmente, se la collega, seria, affidabile, non gli rispondesse che anche lei lo ama e da tempo. Sarebbe urgente chiarire il malinteso, e invece è sufficiente un’esitazione perché tutto corra avanti e nella mente del protagonista si faccia strada qualcosa di latente, una possibilità nuova. Di colpo Claudia è vista sotto una luce diversa, smette di essere semplicemente una compagna di lavoro e diventa una donna affascinante, complessa, capace di «scatti nervosi, insofferenze, sarcasmi, affermazioni nette e negazioni altrettanto nette, empiti di passione, pretese irragionevoli». Senza averlo deciso – o decidendolo ogni momento – il protagonista si ritrova a fare quello che non avrebbe mai pensato di fare. Con un passo lieve, elegante, che finge di ignorare l’abisso su cui procede, “Destinazione errata” ci parla di come le nostre certezze siano gusci d’uovo, del peso insopportabile che generano a volte pensieri e azioni minime. Mentre, catturati da una crescente tensione narrativa, assistiamo a quella che ci appare, inesorabilmente, come la preparazione scriteriata di un naufragio, ci rendiamo conto di quanto sia facile mandare all’aria un’esistenza considerata felice.

Outdoor educazione senza confini

Outdoor educazione senza confini

Quando il tetto è il cielo e le pareti sono orizzonti: crescere all'aria aperta Non fa troppo freddo per uscire a giocare? È sicuro lasciare che i bambini si arrampichino sugli alberi? E se i nostri figli avessero bisogno della natura più di quanto immaginiamo? Con queste e altre domande, Federica Pepe ci guida alla scoperta dell'outdoor education, un approccio pedagogico che trasforma la natura in una grande aula a cielo aperto. Attraverso il racconto di esperienze vissute in prima persona in Svezia, l'autrice ci invita a mettere da parte le paure e i pregiudizi per riscoprire il valore educativo del contatto con l'ambiente. Outdoor educazione senza confini è quindi un viaggio nel cuore di un metodo che promuove autonomia, resilienza e creatività, immergendo i piccoli in un mondo di stimoli autentici. Dai boschi innevati ai cortili delle scuole, Federica descrive una quotidianità fatta di abiti impermeabili e nanne all'aperto, ma anche di mani che scoprono, occhi che osservano e menti che imparano. Infatti, come dice l'autrice, «l'outdoor non è solo un luogo in cui ci si colloca, ma è anche ciò che i bambini imparano nel momento in cui osservano la natura, raccolgono un pezzo di legno, scoprono cosa accade se si lancia lontano un sassolino». Con uno sguardo appassionato e una narrazione che intreccia riflessioni pedagogiche, aneddoti famigliari e spunti pratici, il libro offre ispirazione per genitori, educatori e chiunque desideri ripensare il rapporto con la natura, trasformandola da sfondo a protagonista di una crescita libera e indipendente. Con un contributo di Danilo Casertano, responsabile degli Asili nel bosco e del movimento Scuole Naturali.

Compendio di diritto dell'ambiente

Compendio di diritto dell'ambiente

Il Compendio di Diritto dell’ambiente, giunto alla XIII edizione, presenta una trattazione chiara e completa di una materia trasversale, qual è il diritto dell’ambiente. Partendo, infatti, dal contesto internazionale, all’interno del quale hanno visto la luce i principi generali del diritto ambientale e sono state stipulate le Convenzioni fondamentali sul tema, si passa all’analisi della tutela ambientale all’interno dell’Unione europea, dal suo ingresso nei trattati istitutivi fino ai recenti sviluppi, che vedono la transizione energetica e la neutralità climatica (entro il 2050) al centro delle politiche unionali. Ampio spazio è dedicato alla protezione ambientale in Italia, ripercorrendo l’iter che ha portato all’inserimento nel 2022 della tutela ambientale tra i principi fondamentali della Costituzione e analizzando la normativa antinquinamento contenuta nel Codice ambiente e in altre norme di settore. La trattazione tiene conto, come sempre, delle novità legislative, tra le quali si segnala il D.Lgs. 190/2024 (Testo unico sulle fonti rinnovabili) e il D.L. 25/2025, conv. in L. 69/2025 (Decreto P.A.). Il testo segue la collaudata struttura dei Compendi Simone, caratterizzata da diversi corpi di stampa, esempi, uso sapiente di neretto e corsivo e questionari di riepilogo a fine capitolo, con le domande più ricorrenti in sede di esame o di concorso. Per tali caratteristiche il Compendio di Diritto dell’ambiente si rivela uno strumento di studio indispensabile per studenti universitari e partecipanti ai concorsi pubblici, nonché per gli operatori del settore.

Coco Chanel

Coco Chanel

Cosa si nasconde dietro il mito patinato della più grande icona fashion di tutti i tempi? Un viaggio nel mondo segreto di Coco Chanel, la stilista che ha inventato la donna del XX secolo. Il vivido racconto di Justine Picardie ha tutti gli elementi di un romanzo: il mistero, la ricerca di fama e successo, gli amanti illustri… il tutto in perfetto stile Chanel. Questa storia inizia con una bambina abbandonata, perduta e sola come la protagonista di una fiaba. Sulle tracce di questa bambina si muove Justine Picardie che, seguendo come un segugio la scia del profumo Cha nel N°5, ripercorre a ritroso la vita di Gabrielle «Coco» Chanel, rivelandone le fragranze più nascoste e misteriose. Fin dai suoi primi anni, segnati da perdite e sparizioni, di cui Picardie rivela dettagli sconosciuti e significativi: la morte della madre, l'abbandono da parte del padre, il lungo pe riodo trascorso nell'orfanotrofio del convento di Auba zine, esperienze che la spingeranno a diventare una donna non convenzionale, decisa ad autodeterminarsi e a non lasciarsi scalfire dalle difficoltà. Nelle pagine di questo libro prende vita il ritratto complesso e affascinante di Coco Chanel, un racconto che non tace delle sue relazioni passionali e tormentate, delle amicizie segnate da impetuosi affetti e velenose gelosie, ma che mette anche in luce l'influenza che gli anni giovanili ebbero sul resto della sua vita, sciogliendo a uno a uno tutti i nodi della sua biografia e svelando il mistero del linguaggio e dei simboli che sono diventati il marchio di fabbrica del suo stile leggendario: dalle due C intrecciate del logo della maison al nome del celebre Chanel N°5. Temuta e riverita dal mondo della moda, Coco morì nel 1971, a 87 anni, ma la sua eredità nell'eleganza contemporanea dura ancora oggi: il tubino nero, i pantaloni da donna, i profumi più venduti, il marchio di moda di maggior successo di tutti i tempi sono opera di questo raro genio della creatività femminile. Un ritratto autorevole, basato su una ricerca originale e sulle testimonianze di chi l'ha conosciuta – amici, familiari e collaboratori della maison – , e corredato di un ricchissimo apparato di immagini inedite provenienti dagli archivi Chanel. Justine Picardie riporta alla luce la sua vera storia, raccontando la donna dietro la grande stilista e mostrando in che modo Coco Chanel fece di sé stessa la sua creazione più riuscita.

Album Morante

Album Morante

«Si dice che l’idea di questo album risalga al novembre del 1985. Dopo il funerale di Elsa Morante – cosí mi ha raccontato Goffredo Fofi – alcuni amici hanno pensato di raccogliere insieme le molte fotografie che erano in casa Morante, ritenendo che se ne potesse fare un bel libro commemorativo. La curatela di questo album fu affidata da subito a Patrizia Cavalli, che negli anni ci ha lavorato molto, a piú riprese. È lei ad aver raccolto le fotografie, compilato una parte delle didascalie, segnato molti crediti fotografici, messo insieme dati e documenti utili. Ma credo che – al di là della pigrizia, a cui imputava ogni sua mancanza – il suo progetto fosse, in verità, troppo ambizioso. Attraverso le numerose immagini raccolte, infatti, Patrizia Cavalli non voleva semplicemente fare un Album Morante, con fotografie e dati biografici. Patrizia aspirava a molto di piú: voleva anzitutto sottrarre Elsa alla morte, voleva salvarla. In che modo? Restituendo attraverso le immagini e la scrittura qualcosa di reale, di vivo, di impermeabile al tempo cronologico, simile a un’immagine assoluta di Elsa Morante. È possibile sottrarre qualcuno alla morte? Non lo so. Ma so che questo è il motivo per cui il libro ha tardato cosí tanto a uscire, negli anni, nella ricerca continua ed esasperata di una chiave che permettesse la visione totale di Elsa Morante in tutta la sua variegata e contraddittoria ricchezza, gioiosa e dolorosa. Io senz’altro non potevo adempiere un compito cosí arduo. Mi sono accontentato di comporre un album fotografico, limitandomi quasi esclusivamente ad affiancare le fotografie presenti ad alcuni testi, privilegiando quelli meno noti. Ho cercato, tuttavia, di restare vagamente fedele all’idea originaria, o almeno di non tradirla troppo: ho ceduto (poco) alla cronologia; sono caduto (ogni tanto) nella biografia; ho (raramente) interpretato, nonostante le mie dichiarate e ripetute intenzioni di non farlo. Ma mi sono sforzato di non restituire mai un’immagine letterale, riduttiva di Elsa Morante. Ho cercato cioè di evocarla piuttosto che di descriverla, sperando che fosse lei ad apparire secondo le sue proprie inclinazioni. E la mia domanda, la formula ricorrente di questo rito necromantico celebrato mediante immagini e parole, non è stata tanto: “Chi sei?”, ma piuttosto: “Come sei?” Qui, infatti, nel suo modo di vivere, nei modi in cui Elsa Morante era se stessa, mi è parso che ci fosse qualcosa di piú importante di tutti i dati biografici e di tutte le interpretazioni critiche sulla sua opera. Il modo in cui Elsa Morante ha vissuto – mi sembra che questo sia ciò che le sopravvive e che resta a noi, e forse è proprio ciò che è possibile, qui, vedere e salvare». Emanuele Dattilo

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