Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

I morti non mi sono mai piaciuti

I morti non mi sono mai piaciuti

Sembra addormentato l’uomo seduto a terra contro un ippocastano del viale, circondato da un marasma di foglie e rami spezzati dal nubifragio della notte precedente. Ma non dorme, è stato ucciso altrove, con ferocia, e spostato lì dove la pioggia ha lavato via ogni indizio. Agli agenti basta poco per riconoscere in quel corpo Riccardo Mazza, noto storico dell’arte e curatore di una mostra su trenta capolavori ritrovati inaugurata in pompa magna appena poche ore prima. A occuparsi del caso è il commissario Amedeo Alessandri, che di una vittima celebre come quella farebbe volentieri a meno. Come avrebbe fatto a meno di partecipare all’inaugurazione dove ha stretto la mano proprio all’uomo che ora giace, composto e senza vita, di fronte a lui. Lui che da vent’anni non ha più aperto un libro d’arte, non ha più guardato un dipinto, un catalogo; vent’anni trascorsi dalla morte di un altro stimato storico dell’arte, suo padre. Ma in quest’indagine ci sono altri elementi a turbare il commissario: il medico legale gli ha fatto sapere che il cadavere è istoriato con la parola falso, tatuata ovunque centinaia di volte, ossessivamente, con l’unica eccezione della testa e delle mani. E poi, nell’appartamento della vittima, vuoto come la cella di un monaco, viene rinvenuto un reperto che lo riguarda, destinato a far sanguinare vecchie ferite di un passato che non passa. In questo giallo, dove l’arte è scenografia e prim’attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell’animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.

Eppure noi due

Eppure noi due

Filippo Scola è un ventottenne romano che studia Archeologia a Harvard. Il romanzo si apre con il suo doppio e maldestro tentativo di suicidio: la sua esistenza è in stallo e ha deciso di farla finita. Poi qualcosa cambia. Mentre riordina i volumi della biblioteca del campus, trova un'ecografia tra le pagine di un libro: il viso di un bambino, gli occhi chiusi, un braccio che copre parte della guancia. Sul retro, quattro parole scritte a penna: «Nelle montagne senza fine». Da quel momento Filippo dà inizio a una ricerca ostinata: vuole sapere a chi appartiene quell'ecografia e cosa significa quella frase, che - da studioso di cosmologie precolombiane - avverte da subito come una chiamata. Aver trovato una traccia di vita nel giorno della sua morte non può essere un caso, pensa oscuramente. E quella frase, poi, cosí strettamente legata ai suoi studi... Attorno a Filippo si muovono Liam e James, i due coinquilini, i suoi migliori amici. Ma è l'incontro con Amelia - intelligente, ironica, misteriosa - a spostare davvero gli equilibri. Tra i due nasce un rapporto indecifrabile, fatto di bruschi slittamenti, piccoli atti di tenerezza e improvvise distanze. Man mano che il legame si fa piú forte, anche l'indagine sull'ecografia prende una nuova piega, finché Filippo non scopre a chi appartiene quell'oggetto che ha dato senso, almeno temporaneamente, ai suoi giorni. Ma poi tra Filippo e Amelia si apre di colpo una crepa troppo grande. Si rivedranno solo piú di un anno dopo, in occasione di uno scavo in Turchia, e lí forse, finalmente, le cose potranno cambiare. Questo romanzo è un prisma con molte facce. È una storia d'amore che tiene incollati. È un campus novel, ambientato in una Harvard vera, pulsante, vista dagli italiani, e certamente conosciuta a fondo dall'autrice, che ci ha studiato. È un romanzo archeologico vivissimo, nella seconda parte. Ed è soprattutto la storia di un enigma che chiede di essere risolto: un'indagine che scava nel visibile e nell'invisibile, un viaggio tra biblioteche e città sepolte. Il tentativo elettrizzante di dare un senso a ciò che accade quando la vita, all'improvviso, lascia una traccia dove vuole.

Il ragno nella tela

Il ragno nella tela

“Questa famiglia raggiungerà la pace e la serenità solo quando il diavolo sarà schiacciato. Non fidarti di chi ti è più vicino, non è mai quello che sembra.” A trovare il sinistro messaggio nascosto dietro un quadro è la baronessa Giacinta Luce Di Gregorio. Nell'isolamento della sua villa immersa tra le colline di Caltagirone, la donna sta cercando di superare una serie di lutti che l'hanno colpita di recente, e adesso ecco queste parole velenose. Chi le ha scritte? Chi è il diavolo da eliminare? E cosa significa la sequenza alfanumerica in greco antico che le accompagna? È una minaccia travestita da maledizione? Per venirne a capo, la baronessa si rivolge a Bea Navarra, grafologa forense abituata a leggere la verità nelle tracce lasciate dalla scrittura. Ma l'analisi delle lettere e dei numeri dietro il quadro, e dell'inchiostro molto particolare usato per tracciarli, non basta: bisogna ricostruire l'albero genealogico della baronessa partendo proprio dalle scritture dei suoi membri perché “la carta non dimentica”. Giacinta però sembra restia a concedere documenti e informazioni. Insieme all'amico giornalista Domenico Grimaldi, a Erina, l'amica affilata e irresistibile, e grazie a una dritta di suo figlio Teo, studioso di astrofisica e buon conoscitore del deep web, Bea finisce per trovarsi al centro di una rete di menzogne che intreccia passato e presente, sangue e denaro, amore e vendetta. Analizzando ogni grafia, ogni firma, ogni carta, Bea cerca di ricostruire una sorta di mappa familiare fatta di testamenti falsi, morti sospette e segreti troppo a lungo custoditi. Dopo il successo de "La regola dell'ortica", la grafologa forense Nunzia Scalzo torna con la sua formidabile protagonista Bea Navarra per portarci nuovamente nel lato più oscuro della sua Sicilia, sempre in agguato come il ragno nella tela.

La trappola

La trappola

Lia ha dodici anni, gambe che non sa ancora usare bene e una fame di correre che le divora l’anima. Quando viene selezionata per il Centro Federale di Atletica d’Eccellenza, porta con sé una valigia blu e la certezza che questo sia solo l’inizio. Andrea Rossi, l’allenatore, la vede dall’altra parte del campo e le dice: "Sei un diamante non tagliato. Sei speciale". Lia gli crede. Perché vuole credergli. Perché ha bisogno di credergli. Quello che segue è un progressivo capovolgimento del mondo: i regali, l’isolamento dalle compagne, i messaggi notturni, le mani che toccano dove non dovrebbero. Tutto costruito con precisione perché non sembri mai abbastanza grave. Perché lei stessa possa dubitare di se stessa. La trappola racconta, con una voce adolescente feroce e disarmante, come il talento possa diventare una catena. Lia ha dodici anni e non sa ancora che la trappola più efficace è quella che assomiglia a un sogno. Questo è un romanzo che brucia. Perché è scritto con la voce di chi ci è stata dentro – e ha trovato, nel fondo più buio, la parola giusta per uscirne: no. Un libro di narrativa per ragazzi e ragazze dai 13 anni che parla di fiducia tradita e del confine invisibile tra guida e manipolazione nello sport minorile. Una storia che esplora la violenza psicologica, l’isolamento, il senso di colpa e il percorso di rinascita, mostrando come gli abusi spesso inizino con gesti impercettibili. Età di lettura: da 13 anni.

Ore lontane

Ore lontane

Una lettera ingiallita dal tempo scivola in una cassetta della posta: sono passati cinquant'anni da quando è stata spedita. È il 1992, e quel messaggio inatteso riporta tutto indietro, a un mondo oscurato dalle tende nere del Blitz londinese e ai segreti inconfessabili sepolti tra le mura di Milderhurst Castle. Per Edie Burchill, quella busta non è soltanto posta smarrita: è la chiave per scardinare il passato enigmatico di sua madre e scoprire una verità rimasta ostinatamente nascosta per mezzo secolo. Attratta dal fascino decadente del castello e dai suoi giardini inselvatichiti, Edie si ritrova immersa nella storia delle tre sorelle Blythe: la bellissima e protettiva Percy, la saggia Saffy e la sognatrice Juniper, eternamente in attesa di un amore scomparso. Figlie di Raymond Blythe, autore del celebre e inquietante classico per bambiniLa vera storia dell'Uomo del Fango, le sorelle vivono recluse tra quelle mura antiche, prigioniere di ricordi, silenzi e rimpianti. Ma le fiabe oscure del padre non sono mere invenzioni letterarie: dietro le porte chiuse di Milderhurst Castle si nascondono indizi su tradimenti inaspettati, amori perduti e una notte tragica del 1941 che ha segnato per sempre il destino della famiglia. Con un'atmosfera gotica, densa e avvolgente, Kate Morton tesse una maestosa ragnatela in cui il passato rifiuta di restare sepolto. Ore lontane è un viaggio ipnotico nel labirinto della memoria e dei legami familiari, dove ogni stanza polverosa, ogni libro dimenticato e ogni corridoio silenzioso custodiscono una tessera del puzzle, in attesa di chi abbia il coraggio di portarla alla luce. Ore lontane, precedentemente pubblicato con il titolo Una lontana follia, si aggiunge alle opere edite da HarperCollins, Ritorno a casa e Il giardino dimenticato.

L'Appennino che resiste

L'Appennino che resiste

Dieci anni fa una sequenza di scosse fortissime ha distrutto paesi e minato il tessuto sociale di intere comunità. Ad agosto 2016 il sisma colpisce Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto; a ottobre è la volta della Valnerina, Castelluccio e Norcia; infine, a gennaio 2017 Campotosto finisce in macerie. Andrea Mattei percorre il Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Europa, nato per portare vicinanza a questi luoghi: 245 km da Fabriano a L’Aquila attraverso quattro regioni (Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio) e due Parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 14 giorni a piedi dai forti contrasti, tra paesaggi meravigliosi, una natura in buona parte incontaminata e i segni ancora vivi della distruzione dei terremoti. La storia di comunità perdute ma anche di tante persone che resistono in un Appennino già afflitto dalla piaga dello spopolamento e dell’abbandono. Il racconto alterna la descrizione dei territori attraversati in lunghe giornate solitarie di cammino e l’incontro con persone straordinarie che hanno deciso di rimanere e scommettere sulla possibilità di rinascita. Saranno loro il cuore di questo libro: Erica, monaca di clausura del monastero San Luca a Fabriano, che accoglie viandanti insegnando la Regola benedettina dell’ascolto; Rita, commerciante di casalinghi («in una città senza più case…») di Norcia e anima della comunità locale; Patrizia, l’Ortigiana di Ussita, a cui il sisma ha spazzato via l’orto sinergico e il b&b e che con tenacia oggi riparte; Roberto, il ‘Doctor Monster’ di Campi, che all’indomani del sisma radunò tutto il paese nella Pro Loco appena inaugurata; Stefano, il fornaio di Arquata, l’unico sveglio quella notte del 24 agosto; Assunta, la tessitrice di Campotosto, che dalle macerie ha resuscitato l’antico telaio. Con loro e con molti altri protagonisti, tappa dopo tappa, l’autore si interroga sui tempi lunghissimi della ricostruzione e sul destino delle aree interne del nostro Paese.

Il canto delle filatrici

Il canto delle filatrici

Friuli, anni Venti. A Maniago, un piccolo borgo ai piedi del monte Jôuf, crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate da un destino comune nella filanda, dove lavorano sin dall'infanzia. Iolanda è fidanzata con Pietro, un giovane operaio con grandi ideali e simpatie socialiste. Adelina vive un amore clandestino con il figlio di una famiglia altolocata, mentre Nella coltiva un profondo legame di amicizia con Luisa e una passione per i libri, sognando di lottare per i diritti e l'emancipazione delle donne. Ma nella piccola comunità di montagna, governata da regole taciute e immutate da generazioni, la relazione proibita di Adelina minaccia di spezzare fragili equilibri e compromettere il destino di tutta la famiglia. Così, mentre la guerra si avvicina, la ragazza fugge a Venezia in cerca di riscatto e libertà, lasciando dietro di sé dolore e sgomento. Anche Nella sceglie di lasciare Maniago e, insieme a Luisa, approda a Torino per partecipare alle lotte femminili. Iolanda, invece, resta al paese e continua a lavorare con dedizione alla filanda per guadagnarsi il ruolo più ambito, quello di passaseta. Tuttavia, quando il destino delle tre sorelle sembra ormai scritto, la vita irrompe con forza a rimescolare le carte: riusciranno a restare unite nonostante la distanza che le separa e le profonde ferite del passato? Tra l'ascesa del fascismo e l'ombra della guerra, le vite di Iolanda, Adelina e Nella si intrecciano in una storia di resistenza, affetti e coraggio, dove l'amore si rivela l'unica forza capace di superare i vincoli di sangue e mantenere viva la speranza in un futuro migliore.

Ci basterà mangiare il vento

Ci basterà mangiare il vento

Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento. "Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere." Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza. Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano. Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?

La sorella prediletta

La sorella prediletta

Parigi, anni Venti. Estelle e Olympia sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse: dolce e sempre aperta agli altri la prima, ribelle e controcorrente la seconda. Eppure è stata proprio Olympia a crescere Estelle da quando, ancora bambine, hanno perso la madre. Un giorno, Estelle si innamora del giovane aspirante scrittore Paul. Olympia è felice per lei, ma sente crescere il peso di un segreto che non è mai riuscita a confessare. Poi il destino le separa, e quel senso di colpa diventa incolmabile. A Olympia non resta che il primo romanzo inedito scritto da Paul. Così decide di fare tutto il possibile per pubblicarlo. Lo deve a lui. E lo deve a Estelle. Solo allora capisce che la vita le mette di fronte una nuova sfida. Parte per la Spagna sconvolta dalla guerra civile e, in quello scenario tragico, cerca di dimenticare. Decenni dopo, a Roma, Caterina è una giovane giornalista insoddisfatta del proprio lavoro. Quando scopre per caso la storia di un romanzo misterioso, ne rimane affascinata. Potrebbe trattarsi di un plagio: il libro è stato pubblicato da due autori diversi, a Parigi e a New York, in epoche lontane tra loro. Ma le sue ricerche rivelano ben altro. Dietro quel romanzo si nasconde una grande storia d'amore. E si cela l'ultimo gesto di devozione di una donna per la sorella amata. Caterina comprende che non si può proteggere qualcuno per sempre, ma lo si può amare senza tempo. Perché, in un modo o nell'altro, il destino finisce sempre per chiudere il cerchio. E forse è arrivato anche per lei il momento di scrivere il proprio. Dopo "La primogenita", nato dal passaparola dei lettori, Sonia Milan torna con un romanzo in cui le straordinarie vicende di due sorelle si intrecciano a personaggi realmente esistiti e ai grandi avvenimenti della storia internazionale. Un romanzo di grandi amori e rinascite improvvise, di legami più forti di tutto e di scelte che sembrano impossibili.

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