Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

La consolazione delle stelle

La consolazione delle stelle

Conosciuta in tutto il mondo per le visioni distopiche di Kallocaina, Karin Boye è anche tra le poete più amate del Novecento scandinavo. Mossa da inquietudini profonde e da interessi molteplici, ha dato dignità di grande arte ai suoi turbamenti privati, politici e spirituali, unendo le energie della passione alla disciplina della riflessione. Ad attraversare i versi di questa raccolta, e a legarli a tutta la sua opera, è un «desiderio di sentirsi parte di un tutto», come scrive Fulvio Ferrari nella Postfazione, un’aspirazione a un’armonia superiore capace di ricomporre la frammentazione incoerente del vissuto. Boye l’ha cercata sia nella società e nei sistemi politici, passando dal comunismo al rifiuto dello stalinismo, sia nelle religioni, prima nel buddhismo e poi nel cristianesimo, per approdare infine a una religiosità che da una parte si espande accogliendo le oscure complessità dell’inconscio e dall’altra si chiude per estromettere i dogmi. Resta pur sempre forte e fondamentale, infatti, l’anelito alla libertà individuale, all’autonomia di giudizio: Ci hanno partorito madri di cielo e di terra / e potenze senza fine, / notturne volontà e volontà di luce / con nomi a tutti ignoti. / Che nessuna di esse / possa sopraffarci, / fosse anche di stirpe celeste / e splendesse di magnifica luce. A distanza di tanti decenni, con La consolazione delle stelle ci arriva ancora dritto al cuore il grande dinamismo interiore di Karin Boye, con la sua spinta etica, la sua tensione spirituale, la sua incessante, sofferta ricerca. E grazie a un’arte fatta di simboli potenti e di parola che si scioglie in musica, il «cucchiaio di legno» dell’umile quotidianità si trasforma in «intuizione di Dio».

Treno infernale per l'angelo rosso

Treno infernale per l'angelo rosso

Il commissario Franck Sharko è alle prese con il caso più difficile della sua carriera: la moglie Suzanne è scomparsa. Una sera non è tornata a casa, e da allora non ha più avuto sue notizie. Sono trascorsi sei mesi. Non un segno di vita, non una richiesta di riscatto. Ogni tentativo di ritrovarla si è rivelato infruttuoso. Dopo un lungo congedo, per Sharko è ora di tornare al lavoro e il suo primo incarico riguarda un omicidio avvenuto in un paesino non lontano da Parigi. In una casa isolata è stato rinvenuto il cadavere di una donna sospeso a mezz'aria con un sistema di corde e ganci, mutilato e ricomposto in una posa innaturale. La scena del crimine è stranamente pulita e gli unici microscopici indizi conducono in Bretagna, dove il commissario scoprirà un sordido sottobosco di depravazione. Con l'aiuto della carismatica psicocriminologa Williams, del genio dell'informatica Serpetti e della vicina di casa Dudù Camelia, un'anziana guyanese con il misterioso dono delle visioni, Sharko cercherà di stanare il machiavellico assassino, uno spirito vendicatore che sembra voler ricostruire l'inferno in Terra. E mentre l'indagine si fa sempre più intricata e pericolosa, un dubbio assillante tormenta il commissario: riuscirà mai a ritrovare Suzanne? In una nuova traduzione e con una lettera inedita dell'autore ai lettori italiani, torna in libreria il romanzo d'esordio di Franck Thilliez: un thriller dalle atmosfere nerissime e dal ritmo incalzante, in cui l'assassino e il poliziotto si inseguono in una macabra spirale di morte e violenza.

Quanta stella c'è nel cielo

Quanta stella c'è nel cielo

"Quanta stella c'è nel cielo" non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. Da questo romanzo il film Anita B. di Roberto Faenza.

Contrattacco

Contrattacco

In un mondo pieno di cose che non possono essere cambiate, l'unica cosa che puoi cambiare è te stesso. Jihye è una donna comune, che non è mai stata straordinaria. Nel suo lavoro amministrativo alla Diamant Academy, sopporta silenziosamente la politica dell'ufficio e le assurdità della burocrazia coreana. Sempre a un solo passo da un'email inviata alla persona sbagliata che potrebbe distruggere la sua carriera, diventa maestra nel lanciare occhiate sarcastiche e nell'arte strategica di procurare caffè. Ma tutti i suoi sforzi per sopportare i superiori e l'ambiente lavorativo semi-ostile vengono sconvolti dall'arrivo di un nuovo stagista, Gyuok. Come una versione pacifista di V in V per Vendetta, Gyuok recluta un trio di alleati in ufficio per mettere in atto piccoli piani di rivalsa. Insieme, questi quattro “ribelli” realizzano minuscole proteste contro chi detiene il potere, spruzzando vernice per graffiti, lanciando uova e scrivendo articoli anonimi di denuncia. Tuttavia, a mano a mano che i loro attacchi aumentano, la gioia iniziale che provano nello sfogarsi si trasforma in qualcosa di più profondo, e Jihye e gli altri scopriranno la bellezza dell'amicizia e il potere straordinario dell'unità contro le avversità. Dall'autrice bestseller di Almond, una storia che unisce Il diavolo veste Prada e The Office in un racconto ironico, umano e, alla fine, trasformativo su un gruppo di giovani lavoratori che si ribellano allo status quo. Con dialoghi brillanti e una narrazione che bilancia umorismo e introspezione, Contrattacco cattura le assurdità della vita lavorativa moderna che molti riconosceranno.

La gioia nel silenzio

La gioia nel silenzio

Sei felice? È questa la domanda che spariglia le carte e fa venire a galla le contraddizioni persino di una vita apparentemente perfetta. Giovane laureata a pieni voti, Elena ha la solidità degli affetti familiari, una relazione stabile, una carriera avviata e una promozione in vista. Ma anche un’angoscia dentro che non sa spiegarsi e a cui nessuno sembra prestare ascolto. Finché un giorno, nel silenzio avvolgente di una chiesa, si sente accolta, compresa, in pace. E tutto cambia. La gioia diventa compagna delle sue giornate, e più la condivide, più si moltiplica. In questa testimonianza schietta e illuminante sul senso della vita e il coraggio della libertà, suor Elena Francesca ci affida oggi parole di speranza, rivolte a tutti. Ci guida alla scoperta del silenzio, la voce che non delude, e della preghiera, forza misteriosa in grado di raggiungere anche le ferite del cuore più nascoste. Ribalta ogni logica del mondo e infonde la fiducia necessaria a guardare paure e fragilità che nascono da dentro, per imparare a convivere con noi stessi e con gli altri, instaurando relazioni autentiche, consapevoli di non essere mai da soli. Dalla gioia di una vita che inizia a realizzare se stessa, nasce il desiderio di diffondere il messaggio che è possibile spezzare le catene delle aspettative e dei traguardi effimeri, vincere il rumore assordante del mondo, in cerca di una verità che ci interroga nel profondo: quanto siamo disposti a perdere per trovare noi stessi?

La strada per i cuori teneri

La strada per i cuori teneri

PJ Halliday ha poco più di sessant'anni, assomiglia un po' al grande Lebowski, ha smesso di bere l'altroieri, forse, e dopo essere diventato milionario grazie a una lotteria ha quasi finito i soldi per eccesso di generosità. Fragile di cuore, non può provare emozioni troppo forti. Ma in pochi giorni la sua vita tranquilla, divisa tra il bar e la casa dell'ex moglie che gli ritaglia le brutte notizie dai giornali per non turbarlo, viene ribaltata: PJ accetta di occuparsi di Luna e Ollie, due bambini appena rimasti orfani; e quando Michelle, di cui era innamorato ai tempi del liceo, resta vedova, prende in prestito la Volvo rossa del suo migliore amico per filare da lei a Tender Hearts, una residenza per anziani dall'altra parte degli Stati Uniti. Al volante (lui, da alcolista, non può guidare) c'è Sophie, la figlia ribelle coi capelli blu, e a bordo ci sono anche i bambini e Pancakes, un gatto rosso che possiede doti da Cassandra: dove appare lui molto presto qualcuno morirà. E via, tutti insieme, dal Massachusetts all'Arizona, tra un diner e un motel, con qualche deviazione e parecchi incidenti di percorso. Una commedia on the road esagerata e commovente, che ricorda il ritmo di Little Miss Sunshine, accesa da dialoghi surreali, disseminata di episodi esilaranti e malinconici insieme: i Cuori Teneri sono tutti loro, l'equipaggio temerario e ferito della Volvo, che attraversa il Paese alla ricerca di speranza, abbracci, nuove occasioni. Annie Hartnett conosce l'arte di parlare in modo lieve di cose molto serie: a un romanzo non si potrebbe chiedere di meglio.

Amore al profumo di girasole

Amore al profumo di girasole

Marisol stringe tra le mani il ciondolo che porta al collo. Un girasole dorato, custode di un passato che non vuole ricordare. Nei momenti in cui l'aria sembra farsi più sottile, le sue dita cercano quel piccolo simbolo. Il sollievo che le provoca quel gesto è un soffio senza odore. Come il profumo di un girasole: invisibile e silenzioso. Perché il girasole, a differenza delle rose o della lavanda, non lascia tracce nel vento. Vive di luce, si orienta verso il sole con fede cieca. Si dona a chi ha il cuore aperto per riconoscerlo. Marisol è come un girasole. La sua vita è fatta di routine e silenzi. È così che nasconde il proprio dolore e un segreto che non l'abbandona mai. Fino a quando, sul lungomare, incontra Angelo, un fotografo capace di vedere oltre le apparenze. E qualcosa inizia a cambiare. Grazie a Post-it lasciati sotto una ruota panoramica, lettere scritte a mano e semplici attenzioni, Marisol scopre un amore puro, senza tempo e senza pretese. Un amore che non si esibisce, ma si manifesta nei piccoli gesti. Uno sguardo che aspetta, una carezza che resta, una presenza che non scompare quando Angelo non c'è. Marisol capisce che, per la prima volta, qualcuno si è accorto di lei. Ma poi il passato torna a bussare con le sue ombre e lei deve imparare a fidarsi della luce. A riconoscere che esistono legami che non hanno bisogno di essere spiegati. Ma solo vissuti. Perché certi amori sono come il profumo di un girasole. Non si possono afferrare. Eppure, sono impossibili da dimenticare. Il nome di Gabriele Mauro richiama una comunità di lettori sempre più numerosa e appassionata. Chi lo segue sa che nelle sue storie si ritrovano emozioni autentiche e valori profondi. Quelli che oggi sembrano quasi scomparsi. È proprio per questi messaggi che Gabriele Mauro continua ad attirare, giorno dopo giorno, un pubblico fedele che continua a crescere e aspetta con trepidazione il suo arrivo in libreria.

Anche i cani a volte volano

Anche i cani a volte volano

«C’è un silenzio che ci accompagna da sempre, ma che abbiamo imparato a ignorare. È il silenzio degli animali. Un silenzio che non è assenza di voce, ma una lingua diversa, fatta di sguardi, di movimenti minimi, di respiri trattenuti. Gli animali parlano, ma non con le parole: lo fanno con la vita stessa, con il loro esserci nel mondo in modo discreto, umile, necessario.» Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri «fratelli» del mondo animale. Di quanto siano importanti per noi «umani» e di quanto sia decisivo difenderne i diritti e capirne le sofferenze. E in queste pagine, che raccolgono racconti, memorie e interventi pubblici, ribadisce il rispetto per l’ambiente (che non è solo nostro), la ferma opposizione alle pratiche di sfruttamento o al rito insensato della caccia; spiega la sua scelta vegetariana e condanna gli allevamenti intensivi. E lo fa soprattutto raccontando delle storie: di compagni di vita, di cani «che ragionano» e «a volte volano», di gatti «che si credono pantere», di «gabbiani intelligenti», di lupi, orsi, cervi e molte altre creature meravigliose (non esclusi topi e galline). Le sue favole e le sue riflessioni appassionate esplorano il legame profondo in grado di unirci a esseri tanto diversi, eppure tanto simili a noi. Per comprendere infine come essi «non ci chiedano parole, ma gesti. Non proclami, ma presenza. E forse, in quel semplice atto di rispetto, potremmo finalmente riconciliarci con la parte più autentica e gentile di noi stessi».

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