Biblioteca Civica Bertoliana

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Domenica

Domenica

È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com’è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.

La tigre nel giardino

La tigre nel giardino

Un viaggio di due donne attraverso l'India e una riflessione intima sulla ricerca della felicità oltre la banalità del reale: un inno all'entusiasmo ostinato e alla libertà intellettuale. "Ma quale uomo avrebbe potuto intrattenermi la sera, dopo che avevo trascorso il pomeriggio con Erodoto o Sologub?" È questo l'interrogativo che si pone la protagonista di La tigre nel giardino, mentre scorre la pagina del giornale con gli annunci matrimoniali. Invece di attendere un improbabile principe azzurro che la tragga in salvo dal desolante isolamento in cui vive a Le Pertuis - la tenuta degli zii, Lord e Lady Leslie, nel Sud della Francia -, preferisce rifugiarsi con assoluta dedizione tra le pagine della grande letteratura e le piante del giardino. Il suo vero sostegno è la zia, donna intellettualmente avventurosa e anticonformista, che l'ha cresciuta come una figlia. A interrompere la solitudine delle due donne non sarà un corteggiatore, ma l'invito a tornare in India presso una famiglia di amici: un clan sikh dalla ricchezza fiabesca, le cui giornate scorrono pigre e solenni tra riti mondani e festeggiamenti sfarzosi. Dalle tinte polverose di un vecchio castello europeo all'esuberanza cromatica dell'Oriente, il racconto si accende di un fascino ipnotico. In un viaggio capace di scardinare distanze geografiche e convenzioni sociali, la giovane finirà per ignorare i fasti della nobiltà locale, lasciandosi ammaliare dal sorriso di un guidatore di risciò che la scorterà verso un futuro magnificamente incerto. Con il suo stile impetuoso, la sua lingua intensa, acuta e volutamente fuori dal tempo, Anna Katharina Fröhlich mette in scena un'irresistibile ricerca della felicità. L'entusiasmo con cui le protagoniste si innalzano al di sopra della banalità del quotidiano è una sfida incantevole che restituisce al lettore l'eco di un mondo più splendente.

La figlia del fuoco

La figlia del fuoco

Alla morte della madre Ester, Sarah riceve una bizzarra eredità: le chiavi di una casa fatiscente in un remoto villaggio albanese e un biglietto scritto a mano: «Vai laggiù. Trova Elora.» Nonostante non abbia mai sentito quel nome, e non sappia niente del paese d’origine di Ester, Sarah decide di lasciare il suo lavoro da ricercatrice in Islanda e di imbarcarsi in un viaggio di quattromila chilometri sperando di comprendere meglio una donna che le è sempre sembrata inafferrabile. Ma all’arrivo sull’altopiano che la madre le aveva indicato, Sarah non trova quasi nulla, a parte la bellezza aspra di un luogo fuori dal tempo. L’abitazione e poco più di un rudere, Elora è morta da anni. Eppure, la traccia di quella ragazza indomabile – la “figlia del fuoco” la chiamavano – sembra bruciare ancora sotto la cenere che custodisce la memoria del villaggio. Quando l’Albania era schiacciata dalla dittatura e dalle leggi non scritte della vendetta di sangue, Elora scelse di crescere libera, camminando scalza tra le rocce e lasciandosi guidare solo dalla forza del desiderio e dalle parole della poesia. Ma ogni scelta segna il destino, e quello di Elora si snoderà lungo tre generazioni fino ad arrivare a Sarah. In questo romanzo luminoso, e al tempo stesso gravido di ombre, Marie Charrel intreccia voci lontane, suggestive, ipnotiche, per raccontare una storia di donne che, anche senza volerlo, si tramandano il coraggio, il dolore e la speranza. Una storia che mostra come il passato trovi sempre la strada per farsi ascoltare.

Il nuovo nome della felicità

Il nuovo nome della felicità

A volte la famiglia è chi ti ha dato la vita. A volte chi ti ha insegnato a non sprecarla. Hannah ha dovuto imparare presto che i padri se ne vanno. Sua madre ha fatto del suo meglio. Ma tra rabbia, stanchezza e silenzi ha insegnato alla figlia soprattutto che non deve aspettarsi niente da nessuno. Ora Hannah è sola. Ha un lavoro che traballa, una gravidanza imprevista e troppi conti da pagare. Il futuro ha i contorni sbiaditi. Lei sa solo che non vuole diventare come l'unico genitore che ha avuto. Altrove, un senzatetto ottantaduenne viene scambiato per un altro uomo e portato in una casa di riposo. Fred, che fino al giorno prima non sapeva dove andare a dormire, ora si ritrova con lenzuola immacolate, tè caldo e persone che si prendono cura di lui. Insomma, è come essere finito al Grand Hotel. Nella stanza che piano piano sta diventando casa sua, da sotto il letto spunta una scatola rossa. Dentro, poche tracce di una vita interrotta: una foto, una lettera mai spedita, un nome scritto e riscritto come un dolce ritornello di cui non ci si stanca mai. Hannah. Un nome che magicamente per Fred si trasforma in una possibilità. Forse di rimediare a qualcosa. Forse di ricominciare. Forse la vita vera accade solo se si ha il coraggio di entrare nella storia di qualcun altro. Quando Hannah trova nella cassetta delle lettere una busta senza mittente e un piccolo dono, non riesce a darsi una spiegazione. Eppure, capisce che, da qualche parte, qualcuno la sta scegliendo. Per la prima volta. Non aspettarti niente da nessuno è la regola che l'ha protetta per tutta la vita. Ma forse ora è arrivato il momento di disobbedire.

Opus

Opus

Lupo. Avidità. Una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. Il lupo, vorace figura dell'avidità, spalanca le fauci sulla chiave pontificia: la dignità spirituale ridotta a preda, da azzannare e divorare. Roma, 1670. Dopo la morte di papa Clemente IX il Sacro Collegio è riunito in conclave nella gelida Cappella Sistina, quando la notizia di un raccapricciante attentato durante la messa a Santa Maria Maggiore semina sconcerto e sospetto. Fuori dalle mura vaticane, intanto, decine di bambini svaniscono nel nulla. L'abate Atto Melani, conclavista al seguito dei porporati francesi, è deciso a muovere i fili dell'elezione papale. Ma tra manovre segrete, fazioni cardinalizie, doppi giochi e tranelli, ogni passo apre un'ombra nuova, e nulla andrà secondo i piani in uno dei conclavi più lunghi e oscuri della Storia. Tutto ciò si legge nel 1734 con gli occhi di due timide guardarobiere del castello di Sceaux, cuore mondano e intellettuale della nobiltà francese. È appena giunto un traduttore fiammingo a cercare risposta alle sue domande: porta con sé l'enigmatico manoscritto che narra il conclave vissuto in prima persona da Atto e dal suo famiglio. Alcune pagine decisive, però, sembrano inspiegabilmente scomparse... Grazie a scoperte d'archivio in Italia, Francia e Svezia, e lettere di Atto finora inesplorate, "Unicum" mostra il rovescio di "Opus" per trascinare il lettore in una sciarada narrativa tra la Roma dei Papi e il secolo di Voltaire, e scavare nelle radici inconfessabili dell'oggi. Civetta. Accidia. Una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. La civetta è emblema di sapienza anche nel suo lato oscuro: l'accidia di chi vede e comprende, ma si limita a voltare le spalle. Il mondo brucia, le fiamme già la lambiscono - e lei non si muove. Parigi, 1912. Il vecchio Anatole France è chiuso nel suo studiolo lungo la Senna, tra pile di libri polverosi, quando nella sua vita irrompe, di nuovo, l'abate Atto Melani. Un nome che lo riporta a qualcosa di terribile: un delitto commesso in gioventù, che Anatole ha tentato in ogni modo di dimenticare. Costretto a fare i conti una volta per tutte col passato, lo scrittore torna sul luogo del delitto: l'Italia. Deve ricomporre, come in un mosaico, le spiazzanti scoperte dell'abbé durante il conclave del 1670: segreti internazionali che allungano le loro ombre sul presente e sui venti di guerra giunti a infettare la vecchia Europa... Fondato su autentici tesori dissepolti dagli archivi, "Opus" rovescia la prospettiva di "Unicum" tra azione, mistero e graffiante ironia. Da Cristina di Svezia a Theodore Roosevelt, passando per Robespierre, il potere politico cambia volto, le sue velleità "messianiche" no.

Imprimatur

Imprimatur

Aquila. Superbia. Una saga in sette romanzi, che rispecchia i sette vizi capitali. L'aquila, simbolo della superbia, si posa sulla sapienza come su un piedistallo: ali spiegate, sguardo altrove, più intenta a contemplare l'altezza del proprio volo che a conoscere. Roma, settembre 1683. Mentre le armate turche premono alle porte di Vienna, in una locanda romana la morte improvvisa di un viaggiatore semina il panico: un caso di peste o di avvelenamento? Temendo il contagio, gli ospiti vengono messi in quarantena. Tra loro c'è l'abate Atto Melani, ex cantante castrato e ora agente segreto del Re Sole, deciso a scoprire il mistero dietro la strana morte. Aiutato da un giovane garzone, Atto dovrà scontrarsi con le reticenze e le paure degli altri ospiti, con lo spettro della peste che aleggia sulla locanda e gli echi minacciosi della battaglia decisiva per le sorti dell'Occidente. Nonostante le difficoltà, l'indagine dell'abate Melani condurrà a una tremenda verità, che segretamente condiziona il destino d'Europa: una congiura internazionale in cui s'intrecciano guerra, politica e religione. Meticolosamente documentato e brillantemente concepito, "Imprimatur" inaugura la saga di Atto Melani con un romanzo ricco di rivelazioni sorprendenti tenute nascoste per secoli, attingendo a documenti originali scoperti negli archivi vaticani. Un avvincente thriller storico che getta nuova luce sulle lotte di potere nel cuore dell'Europa del XVII secolo, le cui ripercussioni riecheggiano ancora sull'oggi.

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