Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

La marcia di Mina

La marcia di Mina

Nella primavera del 1972, la dodicenne Tomoko sale su un treno diretto ad Ashiya per trascorrere un anno a casa degli zii. Ad accoglierla trova una villa monumentale all’ombra del cimitero di un vecchio zoo e, dietro i suoi cancelli, un ippopotamo nano di nome Pochiko e una famiglia sconclusionata, in cui ogni membro custodisce una bizzarra ossessione: c’è la zia, che beve whisky mentre cerca con attenzione maniacale refusi su qualsiasi testo le capiti sottomano; c’è nonna Rosa, che porta con sé il ricordo di una Germania spezzata; c’è lo zio, che guida una lussuosa Mercedes e scompare per lunghi periodi, per poi tornare all’improvviso e riparare gli oggetti guasti che si accumulano sulla sua scrivania; infine, c’è la signora Yoneda, la governante con la passione per i concorsi a premi, severa ma dal cuore tenero. La vera anima della casa è però la piccola Mina: undici anni, una salute precaria, ma un’intelligenza e una fantasia sconfinate. Mina va a scuola in groppa a Pochiko, è l’addetta indiscussa all’accensione dei fuochi e custodisce sotto il letto una collezione di scatole di fiammiferi illustrate sulle quali inventa storie meravigliose che confida solo a Tomoko. In quel breve, intensissimo anno – scandito dai viaggi in biblioteca e dalle ore passate a seguire con trepidazione il cammino della nazionale giapponese alle Olimpiadi di Monaco – le due bambine stringono un legame simbiotico: se Mina ha bisogno di Tomoko per esplorare il mondo esterno, Tomoko imparerà grazie allo spirito brillante di Mina ad affacciarsi all’età adulta. La marcia di Mina è un romanzo sulla fragilità del tempo e sulla tenacia della memoria. Con una scrittura delicata, limpida e nostalgica, Yoko Ogawa ci regala un ritratto di quel momento preciso della nostra giovinezza in cui convivono la meraviglia e il dolore: un istante luminoso e fuggevole come la scintilla di un fiammifero.

Una storia bugiarda

Una storia bugiarda

Maria Bianchi ha un nome comune e un'esistenza tranquilla. Non ha ancora quarant'anni e lavora come insegnante di sostegno in una scuola media alla periferia di Roma, dove si prende cura della diversità dei suoi allievi come si fa con le cose fragili e preziose. Nel tempo che riesce a sottrarre al lavoro e a Flavio, un compagno possessivo e dominante, Maria scrive. I suoi libri non sono dei bestseller, ma le consentono di far sentire la sua voce, quella che nella quotidianità è spesso costretta ad abbassare. Mentre è in cerca di un'idea per il prossimo romanzo, Maria fa un incontro destinato a cambiarle la vita. A una festa, il suo sguardo incrocia gli occhi grigi di Miriam Dell'Acqua. La donna è l'ex moglie di Leone Russo, rampollo di una delle famiglie più potenti e controverse d'Italia. Nel corso del loro lungo e turbolento matrimonio, ne ha custodito i segreti, è stata alleata e complice. Ora che quell'alleanza si è spezzata, è pronta a rompere il silenzio. Per raccontare la sua vita, la sua verità, sceglie proprio Maria. La scrittrice capisce all'istante di avere tra le mani la storia che aspettava da sempre. Ma non è solo la promessa del successo a lusingarla. Quando è con Miriam, si sente finalmente vista, riconosciuta. Non sa resistere al fascino di una donna che non si lascia mai afferrare nella sua interezza, sempre in bilico fra verità e menzogna. Nonostante la contrarietà di Flavio, Maria si fa coinvolgere ogni giorno di più in questo legame. Miriam, però, non fa niente senza scopo, e chi le sta accanto è solo una pedina trascurabile in un gioco pericoloso. Arianna Lombardelli scava nei rapporti di forza che ci legano gli uni agli altri in un racconto potente, che ha la profondità del romanzo psicologico e il ritmo del thriller. Una storia che indaga il nostro bisogno di essere guardati e fin dove siamo disposti a spingerci per uscire dall'ombra e ottenere amore e riconoscimento.

Quando Pinocchio non c'era

Quando Pinocchio non c'era

«C’era una volta... “Un re!”, diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo di catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e riscaldare le stanze». È questo, probabilmente, l’incipit più celebre di tutta la nostra letteratura. Ma prima del pezzo di legno, prima di quel C’era una volta, cosa facevano il Gatto e la Volpe? E Mastro Geppetto? Chi era davvero Mangiafoco? E il Grillo Parlante, prima di incontrare Pinocchio, a chi dava i suoi saggi consigli? Questa raccolta di racconti esplora e riscrive le vite di otto personaggi, protagonisti e non, di Le avventure di Pinocchio prima del loro incontro con il burattino. Sono racconti poetici e commoventi, esilaranti e malinconici, che si fermano alla soglia del romanzo collodiano, poco prima dell’ingresso in scena di Pinocchio, e che ci restituiscono la fecondità del testo e la ricchezza dell’esperienza umana. Curata da Antonio Manzini – che firma il racconto sul Gatto e la Volpe –, l’antologia accoglie tra le sue pagine autori e autrici formidabili: Valeria Parrella si interroga sul passato del Grillo Parlante; Fabio Stassi torna a raccontare Mastro Geppetto; Melania Mazzucco è alle prese con la commovente storia della Fatina dai Capelli Turchini; il personaggio di Lucignolo è invece affidato alla penna di Maurizio Maggiani, mentre le vicende di Mangiafoco alla prosa pirotecnica di Remo Rapino; Beatrice Masini si concentra su uno dei personaggi più spaventosi dell’avventura collodiana, il terribile Pescecane; infine Gessica Franco Carlevero si cimenta con le vicende di Mastro Ciliegia, il primo personaggio a notare qualcosa di strano in quel ciocco di legno.

Il fattore gatto

Il fattore gatto

Ci sono poche cose che il libraio Marzio Montecristo odia più dei matrimoni. Eppure, quando Valérie de Gramont entra nella libreria Les Chats Noirs e chiede al nonno un regalo di nozze semplicemente inaudito – acquistare tutti i libri presenti e “trasferire” la libreria là dove si celebrerà il matrimonio –, Marzio non può sottrarsi. Anche perché la richiesta non è un capriccio qualunque: Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso. Quando Marzio vi sbarca con i suoi due inseparabili gatti neri, Marple e Poirot, e gli “investigatori del martedì”, resta senza parole: dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un residence impeccabile, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione in scala reale della sua libreria. L’incanto, però, dura poco: un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata. Su un’isola, con il mare a fare da confine e gli orari scanditi da cerimonie e protocolli, chiunque può essere colpevole, e chiunque ha qualcosa da perdere. Miliardi, rivalità, contratti, eredità: la tensione tra le famiglie dei due sposi, ricchissime, perfette in pubblico e spietate dietro le quinte, si avverte a ogni brindisi. Ma le ragioni dell’assassino potrebbero essere altrove: un segreto di famiglia, un ricatto, una vendetta covata sotto i sorrisi, o forse la più corrosiva delle passioni: l’invidia davanti a un amore esibito come un trofeo?

La settima vita di Jessica Fletcher

La settima vita di Jessica Fletcher

«Resto ammutolita, con gli occhi fissi sullo schermo della televisione che continua a parlare di me. Vespasiana, la mia amica che insegna yoga, mi direbbe di cambiare canale e di sintonizzare i miei chakra su qualcosa che mi faccia distrarre. Quindi metto su Rete 4 e ci trovo Jessica Fletcher che sta risolvendo l'ennesimo omicidio. A questo punto è sempre più chiaro che Jessica Fletcher non è più mia amica. Che vada a farsi fottere.» All'alba del 1° dicembre, sotto una pioggia scrosciante, Alice si ritrova - con i mutandoni color carne, il pigiama peloso e un coltello in mano - sulla scena di un crimine. E pensare che, dopo una notte di fuoco col suo bel commissario (volato subito dopo in Malesia per lavoro), era corsa fuori di casa per cercare il suo perfido gatto Camillo che sembra svanito nel nulla... Mai avrebbe pensato che sarebbe finita così, interrogata da un ispettore implacabile convinto che lei sia un'assassina: forse anche per il fatto che Alice, sbadatamente, aveva appena picchiato un agente? E quindi - agli arresti domiciliari, in piena gogna mediatica e incastrata anche in un maledettissimo club dell'uncinetto con lemaranteghe e il suo ex Piercoglione - per potersi scagionare, Alice inizierà a indagare, ma finirà per dubitare anche di se stessa. Per scoprire la verità, dovrà trovare il coraggio di entrare in un mondo fatto di rancori antichi, di paure travestite da valori, di silenzi che non sempre proteggono chi se lo merita - e capirlo dall'interno, anche quando fa più orrore. La settima vita di Jessica Fletcher è una storia di gatti che non sono mai dove pensi che siano, di corrieri che recapitano mazzi di fiori inattesi, di un Natale conquistato con la famiglia che conta più di tutte, e di donne che imparano - di nuovo, con enorme fatica - che in certi momenti scegliere è l'unica cosa che nessuno può fare al posto loro.

La scala di seta

La scala di seta

Serena Martini, chimica di professione, sommelier per passione e doti naturali, mamma perennemente indaffarata in mille occupazioni diverse. Corinna Stelea, sovrintendente di polizia con un forte senso del dovere, un metro e novanta di professionalità e tenacia. Le loro strade, in un modo o nell’altro, finiscono per intrecciarsi e convergere in irresistibili avventure investigative, in questo caso radicate in un passato molto remoto. È morta Chiara Sbrana. Investita sulle strisce pedonali, non è mai stato trovato il pirata della strada, ma ci sono forti sospetti, fortissimi, che il responsabile sia il fidanzato Gregorio. Chiara lavorava per uno studio di architetti specializzato in ristrutturazioni e prima di rimanere vittima dell’incidente si era rivolta a Serena, da poco titolare di un nuovo laboratorio di consulenza chimica, per far analizzare dell’intonaco. Per vederci chiaro in questa morte incomprensibile Corinna ha ancora bisogno della sua amica. Tanto più che il particolare dell’intonaco alimenta il sospetto che la morte abbia a che fare, più che con il fidanzato, con il lavoro della vittima, in particolare con un appartamento da ristrutturare in centro storico a Pisa, appartenuto alla fine degli anni Ottanta a Giulio, studente universitario con una storia piuttosto triste: una vita sregolata in conflitto con i genitori, droga, sesso e una morte per AIDS, ma guai a parlarne in famiglia. Il fratello Alberto ora vuole liberarsi del passato di Giulio, macchiato, agli occhi del padre, dalla colpa di essere gay, e dell’appartamento ereditato. Ma l’immobile, all’interno di un palazzo del Trecento nel quale per anni ha abitato l’artista Benozzo Gozzoli, nasconde con ogni probabilità tesori di valore inestimabile. Forse i sospetti di Corinna non sono poi così insensati, e Serena e le sue indagini chimiche unite al fiuto formidabile come sempre le saranno di vero aiuto.

La saga dei Cazalet. [6]: Le ore d'oro

La saga dei Cazalet. [6]: Le ore d'oro

Con Le ore d'oro Louisa Young, scrittrice inglese e nipote di Elizabeth Jane Howard, riprende il lavoro della zia dando vita al seguito della saga dei Cazalet. È il Natale del 1962 e, come di consueto, la famiglia Cazalet si riunisce per festeggiare. Poiché l'amata Home Place è stata venduta da tempo, Polly e Gerald hanno messo a disposizione di genitori, fratelli e cugini la loro labirintica dimora, Fakenham Hall. Mentre la vecchia guardia – Hugh, Edward, Rupert e Rachel – se ne sta in disparte e osserva l'Inghilterra di un tempo svanire lentamente, le cugine Louise, Clary e Polly, ormai tutte sulla soglia dei quarant'anni, occupano il centro della scena. Louise è una donna in carriera con una vita sentimentale instabile; Clary si sforza di coniugare il ruolo di madre e m glie con il lavoro da sceneggiatrice; Polly ha finalmente realizzato il sogno di vivere in una grande casa tutta sua. Determinate a emanciparsi dalle convenzioni, le tre donne cercano un nuovo equilibrio tra aspettative sociali e reconditi desideri personali. E poi c'è la nuova generazione, che deve fare i conti con una società sull'orlo di un grande cambiamento: Juliet, la figlia di Zoë e Rupert, è una ragazza bellissima ma molto ingenua e lavora come attrice; Neville, il suo fratellastro, aspira a diventare un regista di successo; e Simon, il fratello di Polly, abita nella piccola comune creata dalla sorella nella campagna del Norfolk ma conduce una doppia vita. Nel nuovo avvincente romanzo di Louisa Young torneremo ad assaporare atmosfere rétro, ritroveremo volti familiari e incontreremo nuovi personaggi mentre l'eredità dei Cazalet continuerà a vivere nel corso dei ruggenti anni Sessanta.

La vita sia per te un giardino

La vita sia per te un giardino

Un giardino è la prova che c'è sempre una buona ragione per rifiorire. Quando Julia Esdaile accetta di restaurare il parco di Havenworth Manor, pensa di aver trovato il luogo giusto in cui ricominciare, dopo un anno di dolore. Tra sentieri invasi dall’edera, serre dimenticate e aiuole soffocate dal tempo, il suo compito è riportare ordine, bellezza e vita. Ma quel giardino non è soltanto abbandonato: sembra aspettare qualcuno. Seguendo le tracce trovate in un vecchio florilegium, un album da disegno ingiallito dal tempo, Julia scoprirà la storia di Irene, una giovane artista vissuta negli anni della guerra, capace di affidare ai fiori tutto ciò che non poteva dire ad alta voce. Nei suoi disegni botanici si nascondono sogni, paure, speranze, e il desiderio ostinato di scegliere il proprio destino. Mentre il passato lentamente riaffiora, Julia comprende sempre più che restaurare un giardino significa anche imparare ad ascoltarlo. Ogni gladiolo parla di coraggio, ogni giacinto di perdono, ogni viola di fedeltà a ciò che siamo, ogni ramo spezzato della possibilità di guarire. E tra i ricordi degli abitanti della tenuta e un segreto rimasto sepolto per decenni, Julia troverà molto più di ciò che cercava. Incontrerà una donna coraggiosa da restituire alla memoria. E una nuova strada per sé. Emozionante e rivelatrice, misteriosa e luminosa, una storia che sa parlare il linguaggio segreto dei fiori e testimoniare come, anche dopo la stagione più dura, la vita può sempre tornare a germogliare.

Una splendida rovina

Una splendida rovina

«Eccoci lí, coi bicchieri di plastica colmi di champagne scadente: due cittadini smilzi, sbigottiti ed entusiasti, appena innamorati, divenuti proprietari di una casa senza finestre, col tetto rabberciato e i soffitti crollati, una splendida rovina di milleduecento metri quadri al limitare di S., centonovanta abitanti. Ora centonovantadue». Dopo il grande successo internazionale de Le perfezioni, Vincenzo Latronico torna a raccontare gli slanci e gli autoinganni di chi, già adulto, è ancora in cerca del proprio posto nel mondo. Due trentenni si incontrano, si innamorano, e in quello slancio decidono di inseguire un sogno: cambiare vita, lasciare la città per trasferirsi in un villaggio di campagna. La loro ricerca li porta in Francia, poi sulle coste del mar Baltico, dove ristruttureranno una splendida casa in rovina e insieme le loro vite. O almeno ci proveranno, gettando il cuore oltre l'ostacolo con l'ottimismo e l'energia di un amore appena nato. Ma questa storia ha un'altra versione: due trentenni si sentono alla deriva, in città troppo care, facendo lavori per cui non provano piú la passione di un tempo. Sono in cerca di una via d'uscita e la trovano l'uno nell'altra, e in una fantasia campestre nata dalle ore passate sui social e sui siti di annunci immobiliari, a vagheggiare casolari in pietra e campi di grano. Piú che un sogno, inseguono una follia a due; e ciò che li aspetta - mezze truffe, ripensamenti improvvisi e imprevisti prevedibilissimi - è anche una parabola graffiante sul fatto che chi getta il cuore oltre l'ostacolo deve essere certo di avere buona mira. Una splendida rovina racconta entrambe queste storie, ma anche la nostra impossibilità di distinguere fra le due. Stiamo inseguendo davvero un sogno o si tratta di una chimera? Stiamo correndo verso qualcosa o ne stiamo scappando? Con una scrittura vibratile ed esatta, magnetica, Vincenzo Latronico scandaglia le speranze, le disillusioni e la voglia di fuga che da sempre accompagnano l'ingresso nell'età adulta. Col passare del tempo, quell'idea di futuro diventerà sempre piú una chimera. La domanda è se lo fosse dall'inizio, e se provarci valesse comunque la pena.

Amalia, l'obliqua

Amalia, l'obliqua

Il 13 aprile del 1907 è un sabato. Amalia si alza molto tardi, com'è sua abitudine, e si rende conto che c'è qualcosa che desidera fare. Vuole conoscere quel poeta che incrocia spesso nei salotti torinesi e che le è parso stranamente affine. Lui si chiama Guido Gozzano, è di un paio d'anni più giovane ma in fondo possono considerarsi coetanei. Lei è Amalia Guglielminetti, al momento certamente l'artista più celebre tra i due. Dalla decisione di quel giorno nascerà uno degli amori più infelici della letteratura, una relazione inquieta destinata a trasformarsi in uno scontro e poi in una lunga, tormentata amicizia. Ma chi è Amalia, questa autrice che il secolo scorso sembra aver risucchiato nell'oblio? Una donna sempre elegantissima, piena di fascino, anticonformista, pronta a dare scandalo pur di non annoiarsi, che preferisce il proprio talento al matrimonio. Per Emanuela Canepa, Amalia prende subito la forma di un'ossessione. Con l'autorità di un daimon muove la sua scrittura, reclama un posto sulla pagina, infine un romanzo. Presto il gioco si inverte. La scrittrice che insegue le tracce della poetessa si trova essa stessa braccata, lo spirito di Amalia non le dà tregua e ci regala pagine che sono un viaggio meraviglioso in un'epoca e in un paese dove le autrici, Amalia Guglielminetti ma anche Matilde Serao e Ada Negri, rubano con impeto la scena ai gerarchi fascisti e ai giornalisti dediti al pettegolezzo. E questo corpo a corpo con una figura memorabile ci trascina di fronte a una domanda decisiva: quanto siamo disposti a pagare per affermare la nostra libertà?

L' inverno rosso

L' inverno rosso

Piemonte, 1785. Una notte d'inverno, Sebastian Grave – medico e alchimista – viene avvicinato da Jacques Avenel di Ocerne, un giovane pallido e dallo sguardo enigmatico che ha il compito di consegnargli una richiesta formale da parte del padre, Antoine: la Bestia è tornata e Sebastian deve recarsi nelle campagne del Gévaudan per onorare un contratto firmato vent'anni prima. Il viaggio verso la Francia è lento e difficile, inoltre Jacques è un compagno sfuggente che sembra nascondere un segreto inquietante. Ma niente può spaventare Sebastian, perché anche lui nasconde un segreto: condivide la propria coscienza con Sarmodel, un demone arguto, cinico e affamato di anime; un legame che gli conferisce grandi poteri – come l'immortalità –, ma che a volte ha delle conseguenze piuttosto spiacevoli. Per gli altri. Ed è per questo che Sebastian sa cos'è davvero successo nel 1766, quando ha incontrato per la prima volta Antoine di Ocerne e, dopo una caccia spietata, la Bestia del Gévaudan si è rivelata per ciò che era sempre stata: non un animale, non una leggenda, bensì uno spirito antico bramoso di sangue, distruzione, violenza. Uno spirito che i greci chiamavano Ares e i romani Marte, rimasto soggiogato per secoli fino a un giorno del 1425, quando con l'inganno aveva convinto una ragazzina francese a liberarlo. Quella ragazzina sarebbe passata alla storia con il nome di Giovanna d'Arco. Sebastian – insieme con Sarmodel – conosce questa storia fin dal suo inizio e, allora come oggi, è l'unico che può fermare la Bestia, salvando così anche la persona che non ha mai smesso di amare…

Noi che abbiamo conosciuto Solange

Noi che abbiamo conosciuto Solange

Célestine ha centosette anni e vive in una casa di riposo. È riuscita a ottenere qualcosa nella vita solo grazie alla forza delle proprie ambizioni, perché la terra in cui affondano le sue radici è terra di contadini, e da lì una ragazza nata nel 1917 non poteva prendere il volo. Célestine ha un segreto, che vuole confessare, un fatto accaduto all'inizio degli anni Cinquanta che la lega alla sorella minore Solange. Si dichiara un'omicida impunita, e oggi inizia a raccontare la sua storia. Tutto inizia a Sarégnac, il villaggio in cui Célestine è nata e dove la famiglia manda avanti una fattoria. Purtroppo, la perdita della madre quando lei ha solo tredici anni sbriciola il suo desiderio di studiare imponendole di occuparsi del padre adottivo e dei fratelli, in particolare di Solange. È un'esistenza dura, puntellata però da entusiasmi adolescenziali: dalla scoperta dell'amore al bisogno mai spento di guardare oltre quei campi di grano. Il rapporto tra Célestine e Solange è un legame forte, tenero. Sono, l'una per l'altra, il mondo intero. La piccola dimostra fin da subito un'attitudine alla fantasia, con lo sguardo sempre rivolto alle stelle sembra una ragazza ribelle in quel contesto chiuso, dove solo Célestine comprende e ama il suo spirito libero. Ma allora perché Solange, nei capitoli che le danno voce, sembra odiare Célestine? Le donne ereditano il silenzio e la colpa come gli uomini la terra e i trattori, così ci viene detto, e però le donne di Marie Vareille, ognuna in maniera diversa, ognuna grazie a quanto fatto da altre prima di loro, si stagliano come eroine universali.

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