Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Compagni segreti

Compagni segreti

Mentre la Cina è scossa da una serie di scandali e da una bolla finanziaria che minaccia di esplodere, l’ex ispettore capo Chen, ora direttore dell’ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, riceve una richiesta d’aiuto da Vecchio Cacciatore. L’investigatore privato è alle prese con un incarico affidatogli da una celebre immobiliarista di Shanghai alla disperata ricerca di un certo Xiaohui, più noto come X. In nome dell’antica amicizia che li lega, Chen decide di accettare e, completamente assorto nella nuova indagine, comincia a individuare curiosi parallelismi tra il proprio passato e la storia dell’ex professore di filosofia di cui si sono perse le tracce. Allontanato dall’università dopo i fatti di piazza Tian’anmen, X si nascondeva in una minuscola shikumen di Vicolo della Polvere Rossa, dove si guadagnava da vivere come indovino, interpretando gli ideogrammi seduto su uno sgabello di bambù. Da lì, un giorno, è scomparso. Con l’aiuto di Jin, la sua brillante “piccola segretaria”, Chen farà di tutto per ritrovarlo e permettere così a Mei di salvare l’uomo che la ama in segreto (ricambiato) da quasi quarant’anni. Scoprire che fine ha fatto Xiaohui, che un tempo – proprio come lui – studiava inglese su una panchina del parco del Bund, è per Chen anche un modo di rievocare la propria giovinezza durante la Rivoluzione Culturale. E mentre cerca di ricostruirne la vita, l’ex ispettore capo è preso dall’urgenza non solo di salvare il misterioso X, le cui inclinazioni risuonano sorprendentemente con le sue, ma anche di riscattarsi dai propri errori.

Il Sé digitale

Il Sé digitale

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale genera volti, voci e presenze capaci di simulare empatia, il sé digitale esplora il cuore di una mutazione antropologica in atto. Partendo dalle neuroscienze dell’embodiment e dall’ormai classica teoria della simulazione incarnata, Vittorio Gallese costruisce un nuovo paradigma per pensare la soggettività contemporanea. Dai neuroni specchio alla soggettività algoritmica, questo libro traccia un itinerario originale e multidisciplinare che attraversa neuroscienze, filosofia, estetica e media theory per ripensare il sé come realtà incarnata, relazionale e tecnologicamente modulata. Il sé digitale propone una nuova onto-fenomenologia del soggetto, capace di integrare le trasformazioni dell’esperienza introdotte da dispositivi interattivi, intelligenze artificiali e ambienti digitali immersivi. Il corpo non è escluso, ma riconfigurato; l’alterità non è annullata, ma resa ambigua da nuovi simulacri affettivi. Culmine teorico del volume è la proposta di un’estetica radicale: una politica del sentire, che restituisca intensità, opacità e imprevedibilità alla relazione in un mondo dominato da interfacce trasparenti e algoritmi predittivi. In un tempo in cui l’alterità rischia di diventare funzione, e il ripiegamento nella solitudine un progetto, l’urgenza è tornare a pensare il corpo, non come nostalgia, ma come condizione generativa di ogni possibile futuro. Un saggio necessario per comprendere le metamorfosi del sé nell’era del codice.

Storia dei templari in otto oggetti

Storia dei templari in otto oggetti

Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone. In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa. Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d'archivio ora al museo Rockefeller. Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé. Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende. Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell'ordine. Risolveremo l'enigma dell'architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l'immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo. Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell'ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo. Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.

Gli infiltrati

Gli infiltrati

Nel 2010 negli Stati Uniti furono arrestate dieci spie russe che, sotto false identità, si erano infiltrate nella società americana per trasmettere informazioni riservate a Mosca. Nessuno sapeva che fossero russi, nemmeno i loro figli, né tantomeno immaginava che fossero delle spie. Per quanto oggi il confronto tra Mosca e l'Occidente si avvalga di strumenti diversi e sempre più sofisticati, non può prescindere dai vecchi e collaudati metodi dello spionaggio, in particolare da quell'ambizioso programma di intelligence nato all'indomani della rivoluzione d'Ottobre e sopravvissuto, dopo aver attraversato l'intero Novecento, alla dissoluzione dell'impero sovietico. Fu a partire dagli anni Venti del secolo scorso, infatti, che il governo bolscevico iniziò a inviare all'estero cittadini sovietici - uomini e donne - come spie sotto copertura, inventando per questi «infiltrati» un'identità e un passato del tutto nuovi: aristocratici, mercanti, studenti stranieri. Le missioni potevano durare anni, richiedevano un lungo addestramento, una fedeltà assoluta e sacrifici personali spesso impossibili da sopportare. Alcuni furono protagonisti di imprese incredibili - come l'assassinio di Trockij, il principale oppositore di Stalin, o il furto dei piani del Progetto Manhattan -, altri fallirono o crollarono sotto il peso della doppia vita. Le loro storie sembrano uscite da un romanzo o da una serie televisiva, eppure sono vere e toccano ogni angolo del mondo: dall'America alla Germania, dall'Inghilterra e la Cecoslovacchia fino all'Italia. E, specialmente negli anni della guerra fredda, contribuirono ad alimentare il mito della superpotenza sovietica. Attingendo a centinaia di ore di interviste con le ex spie e a materiali d'archivio recentemente desecretati, Shaun Walker illumina per la prima volta la storia oscura degli infiltrati del KGB e al tempo stesso riannoda quel filo invisibile che collega l'Unione Sovietica alla Russia di Vladimir Putin.

Il veleno sei tu

Il veleno sei tu

È una calda notte in Costa Azzurra, una di quelle notti in cui l'aria afosa s'impasta facilmente alla disperazione del mal di vivere. Victor Menda, parigino sfaccendato, ex conduttore radiofonico che ha perso tutto al casinò, vaga, mani in tasca, su una solitaria stradina bianca in riva al mare, da un lato siepi di alloro, dall'altro le ombre geometriche proiettate sulla spiaggia dalle cabine. D'un tratto una grossa macchina americana gli si ferma accanto e la donna al volante, di cui Victor non riesce a vedere il volto, lo invita a salire. Combattuto tra l'emozione e la paura, lui sale, e prima ancora di rendersene conto sta facendo l'amore con lei. Ma subito dopo la misteriosa donna lo scaccia e svanisce, a tutta velocità, nella notte. Intenzionato a rintracciarla, Menda risale all'indirizzo grazie al numero di targa che è riuscito ad appuntarsi: l'indomani si trova di fronte a un'imponente villa aggrappata alle pendici fiorite di una collina e abitata da due sorelle, due ereditiere, le signorine Lecain. La maggiore, Hélène, nega di essere uscita la notte precedente, l'altra è una ventenne invalida costretta su una sedia a rotelle. L'irruzione di Victor nelle loro vite scandite agirà come un rovinoso catalizzatore: e allora Ève, la più giovane, sarà rapidamente affascinata da lui, quando invece lui avrà occhi soltanto per Hélène; e in quella casa silenziosa che somiglia a una cattedrale si ritroverà catturato tra le maglie viscose di un triangolo amoroso, in un tempo claustrofobico e tentacolare che vive di inganni, manipolazioni, fili tirati nell'ombra.

La figlia vera

La figlia vera

Singapore, 1996. Prima dell'arrivo di Arin, Gen Yang era figlia unica. Ma quando, alla morte del nonno scomparso tanti anni prima, la verità viene a galla, i genitori di Gen si trovano a fare i conti con la vita segreta che il nonno si era ricostruito in Malesia: una seconda famiglia, così povera da non poter mantenere i propri figli, e una bambina indesiderata che i due accettano di accogliere. Arin e Gen diventano sorelle, inseparabili. Un legame fortissimo, un patto di sorellanza suggellato da un contratto firmato con il sangue, che le bambine stipulano non appena capiscono che il mondo degli adulti ha deciso per loro e per il loro futuro. Nel monolocale che condividono con i genitori e la nonna, Gen e Arin crescono insieme, nutrite dall'amore della madre, che riversa sulle ragazzine tutte le speranze e le ambizioni che aveva per sé, ma che le difficoltà della vita le hanno impedito di realizzare. Pur affrontando la brutalità di un ambiente scolastico estremamente competitivo, le sorelle mantengono un rapporto profondo. Quando però la durezza e la concorrenza della società singaporiana minacciano di lasciare indietro una delle due, mentre la stella dell'altra inizia a brillare, Arin e Gen saranno costrette a confrontarsi con la forza di ciò che le unisce e con il prezzo del successo. Un romanzo brillante, che analizza la complessità dei legami familiari e mette a nudo il nostro disperato bisogno di accettazione e il desiderio di essere amati. La figlia vera è un'indimenticabile storia di ambizione e sorellanza nella Singapore di fine millennio, e lo splendido esordio di una potentissima voce letteraria che ha ricevuto gli elogi della critica americana.

Il silenzio che resta

Il silenzio che resta

Una baracca oscura, oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell'ombra e un bambino addormentato sotto una coperta rossa. È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che dovrebbe servire a farle rivivere un momento orrendo per accettarne l'esistenza senza ricorrere al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso. Un tempo è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava. Quando è arrivato Mattia, però, ha dovuto occuparsi della famiglia. Adesso lavora per una piccola emittente locale, ascolta in loop Comfortably Numb dei Pink Floyd per anestetizzare il dolore e tutte le sere cerca di farsi del male. Finché il suo mondo crolla di nuovo. Una telefonata inattesa: una conferenza stampa urgente in questura sembra preludere a qualcosa di grave. Nonostante lo stato alterato, è costretta a muoversi. Viene annunciata la scomparsa di un altro bambino. Nell'anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto. Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell'abisso. Anche perché a guidare le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come "Sfinge". Un uomo dallo sguardo cupo e dalle poche parole, che sembra non cedere nemmeno davanti al dolore. Un vero professionista che nasconde però un segreto, sepolto sull'isola dove è nato. Giuliano Pasini, maestro del genere, torna con un grande thriller che scava nella psiche dei personaggi coniugando pathos e rigore di trama. Una vorticosa discesa agli inferi. Un page-turner impossibile da posare.

All'ombra della regina

All'ombra della regina

Inghilterra, Torre di Londra, 1554. In una gelida mattina di febbraio si consuma la prima di una serie di efferate esecuzioni che caratterizzeranno il regno di Maria I, detta la Sanguinaria. La morte dell'unico figlio maschio di Enrico VIII ha lasciato l'Inghilterra in una situazione di profonda incertezza politica e religiosa, e la corona viene contesa da fazioni opposte di cortigiani. Esclusa dalla successione a favore della cugina Lady Jane Grey, anche lei di sangue Tudor ma di fede protestante, Maria riesce a radunare un gruppo di sostenitori e a soffocare il complotto. La giovane Lady Jane, che passerà alla storia come la "regina dei nove giorni", va così incontro a una morte sul patibolo, lasciando due sorelle minori che da quel momento vivranno nell'ombra della cospirazione ordita dal loro defunto padre e costantemente tacciate di tradimento. Poco più che bambine, Katherine e Mary devono imparare a sopravvivere a continui giochi di potere, prima sotto il fanatismo cattolico di Maria, poi durante il glorioso regno di Elisabetta. Katherine, bella e passionale, adora la vita di corte e dimostra tutto l'entusiasmo dell'adolescenza. Mary, innaturalmente piccola ma intelligente e arguta, è un'abile osservatrice della realtà che la circonda e non desidera altro che vivere in tranquillità. Il loro sangue reale, però, è un'arma a doppio taglio, e la vita di entrambe è appesa a un filo. Elizabeth Fremantle ci regala un nuovo avvincente romanzo, dando voce a due giovani donne costrette a crescere tra ambizioni e rivalità pericolose. Una storia intensa che riporta alla luce figure storiche realmente esistite ma poco conosciute, scavando nel cuore tormentato dell'Inghilterra Tudor.

La vita giovane

La vita giovane

Chi siamo prima di diventare noi stessi? Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi - monade a due teste fin dalla terza superiore - ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro ("il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo"). Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla. Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l'esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d'un fiato.

Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita

Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita

Lucy da ore spulcia ricette per preparare un "pollo di scuse" ed è anche convinta che a momenti il capo la chiamerà per darle il benservito; il pollo, invece, è per il fidanzato, al quale non ha mai detto di essere la principale sospettata per l'omicidio della sua migliore amica, avvenuto cinque anni prima. D'altra parte, chi poteva immaginare che il podcast true crime del momento, "Oltre la bugia", avrebbe proposto agli ascoltatori proprio il delitto irrisolto che la vede al centro di quei fatti? È bastato il primo episodio per strapparla dall'anonimato e rovinarle la vita. Ma la verità è che la sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy è stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell'amica. Nemmeno il fatto che la sua memoria sia andata in cortocircuito ha giocato a suo favore. Per questi motivi, seppur in mancanza di prove schiaccianti, gran parte degli abitanti della cittadina texana di Plumpton aveva dato per scontata la sua colpevolezza. A cinque anni da quella notte, Lucy è costretta a tornare nel posto dove aveva giurato di non mettere più piede, in un agosto che sembra diretta emanazione dell'inferno, per festeggiare gli ottant'anni dell'adorata nonna. Lì entra in collisione con l'odioso - ma sexy - podcaster Ben Owens, con una comunità ostile e con gli stessi affetti di sempre, ormai cambiati. Di fronte ai quali potrà solo contrapporre, nella sua ricerca della verità, l'arma più affilata di cui dispone: il suo irriducibile sarcasmo sul fondo del quale resta, tuttavia, il doloroso timore di scoprire che sono state le sue mani a far del male a Savvy.

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