Biblioteca Civica Bertoliana

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Un viaggio tra anoressia e bulimia

Un viaggio tra anoressia e bulimia

Ti è mai capitato di guardarti allo specchio e non riconoscerti? Di non sentirti “mai abbastanza” o che il tuo valore dipendesse solo dal peso? "Un viaggio tra anoressia e bulimia" è un romanzo formativo che accompagna il lettore dentro i meccanismi psicologici dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA), non limitandosi a raccontare cosa accade, ma anche perché accade. Attraverso la storia di Stella entrerai nella mente di chi vive tra anoressia e bulimia, tra il desiderio di sparire e quello di riempire un vuoto che sembra impossibile da colmare. Stella nasce dall'intreccio di frammenti reali: parti della storia personale dell'autrice si fondono con gli aneddoti, le emozioni e le lotte dei pazienti incontrati in oltre quattordici anni di pratica clinica. Stella diventa così lo specchio in cui riconoscersi, dando voce a fragilità, insicurezze e paure, ma anche al desiderio di rinascita e cambiamento, che nel libro avverrà grazie all'aiuto della sua terapeuta, la dottoressa Speranza. Leggi la sua storia. Riconosci le sue paure e segui i suoi pensieri fino alle ultime pagine, in cui ciò che scoprirai cambierà completamente il modo in cui hai letto ogni parola. Iniziamo il viaggio? Arricchito da schemi, disegni, foto e box formativi curati dall'autrice e altri professionisti, il libro offre una lettura multidisciplinare dei DNA, rivolgendosi a professionisti, pazienti e familiari in cerca di una mappa validata per orientarsi nella malattia. Il volume include un allegato online (scaricabile accedendo all'area Biblioteca multimediale del sito www.francoangeli.it): una raccolta di 25 pensieri disfunzionali con le relative risposte alternative funzionali. Uno strumento pratico per aiutare pazienti e professionisti a riconoscere e trasformare le credenze limitanti tipiche dei DNA.

Le donne che gli uomini non vedono

Le donne che gli uomini non vedono

Trecento anni fa, un'epidemia ha reso gli umani incapaci di riprodursi e ora la popolazione terrestre è ridotta a due milioni di persone. Tutte donne. Si rigenerano per clonazione, conducono una vita semplice e pacifica, non priva però di viaggi spaziali. Non c'è aggressività, competizione, violenza. È il luogo in cui è ambientato il premiatissimo racconto Houston, Houston, ci sentite?, diametralmente opposto al «mondo-macchina» dal quale vogliono fuggire le protagoniste di Le donne che gli uomini non vedono, anche a costo di inoltrarsi nell'ignoto. Con molte nuove traduzioni e testi mai pubblicati in Italia, questa raccolta di diciotto racconti presenta il meglio della produzione breve di Alice Sheldon, in arte James Tiptree, Jr.: tra viaggi nel tempo e creature aliene, utopie e distopie, disastri ambientali e astronavi, la narrazione coniuga immaginazione visionaria e tematiche sociali, esplorando i concetti di vita e morte, identità e alterità, sesso e amore, genere e razza, oltre al ruolo e al destino dell'umanità nell'universo. Pur nella grande diversità di situazioni e modalità narrative, le storie - pubblicate tra il 1969 e il 1981 - si rimandano a vicenda, costruendo un senso complessivo nel quale istanze femministe, riflessioni sociologiche e ricerca scientifica si fondono nell'affresco di una realtà mutevole, che a chi legge pone domande senza fornire risposte. E in questo sta forse il dono più prezioso di un'autrice che rifiuta «di riconoscere il confine illusorio tra science fiction e realtà».

La tana del lupo

La tana del lupo

Quando il potere smette di confrontarsi con la realtà finisce inevitabilmente per costruirne una propria. Una realtà chiusa, autoreferenziale, alimentata dalla paura, dalla fedeltà assoluta e dall'illusione di poter controllare il mondo tenendosene a distanza. Nel cuore delle foreste della Prussia orientale, lontano dalle città distrutte dalla guerra, la Wolfsschanze - la Tana del Lupo - rappresentò forse la forma più estrema di questa frattura. Per quasi quattro anni, dopo l'invasione dell'Unione Sovietica, Adolf Hitler trascorse qui gran parte del proprio tempo: in un intrico di bunker, barricate, filo spinato e campi minati da cui passarono gerarchi, ufficiali, segretarie, attendenti e collaboratori destinati a pianificare le campagne militari del Terzo Reich e a dare forma alla macchina politica e amministrativa dello sterminio nazista. È qui che maturarono alcune delle decisioni più devastanti del Novecento. Ma è qui che si tentò anche di porvi un freno, come dimostra l'attentato con cui, il 20 luglio 1944, Claus von Stauffenberg cercò di uccidere il Führer. Basandosi su testimonianze dirette di chi in quei luoghi lavorò e su documenti in parte inediti, Felix Bohr ricostruisce la vita all'interno della Tana del Lupo e il progressivo isolamento di un regime sempre più incapace di distinguere tra realtà, propaganda e paranoia. È l'intreccio di banalità quotidiana e orrore storico a rendere la Wolfsschanze più di un luogo simbolico: una rovina ancora capace di interrogare il presente, il rapporto che abbiamo con le eredità più ingombranti del passato e il modo in cui società e istituzioni affrontano ciò che vorrebbero rimuovere. Tra riunioni interminabili, rituali ossessivi e conversazioni ordinarie, emerge il ritratto lucido e spietato dei vertici del regime nazista, che in mezzo a tè pomeridiani e passeggiate nei boschi pianificarono il più grande crimine della storia.

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