Biblioteca Civica Bertoliana

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Compendio della privacy, della cybersicurezza e dell'Intelligenza Artificiale

Compendio della privacy, della cybersicurezza e dell'Intelligenza Artificiale

La collana I Compendi d'Autore da circa 20 anni è punto di assoluto riferimento per chi prepara gli esami universitari o le prove di abilitazione forense e dei principali concorsi pubblici. A caratterizzare la Collana sono la chiarezza nella forma, la sinteticità abbinata a completezza nella sostanza. Nell'Edizione 2026 veste grafica, struttura e contenuti sono stati profondamente rivisti per rispondere ancor più efficacemente alle esigenze di chi si prepara. Sul piano grafico, box, grassetti, elenchi puntati, rendono lo studio e la memorizzazione assai più agevoli. Numerosi i nuovi contenuti. L'intera trattazione è attentamente ricalibrata tenendo conto delle domande più frequenti negli esami universitari e nelle prove dei principali concorsi pubblici. È riportata e citata in appositi Focus dottrinali la Manualistica più utilizzata nelle Università, così da assicurare una preparazione completa. Si dà inoltre atto in Box giurisprudenziali degli orientamenti interpretativi più rilevanti; Per i principali istituti, sono messe a fuoco in ulteriori Tabelle, le Analogie e le Differenze per una conoscenza sistematica della materia. Per agevolare il ripasso sono, infine, inseriti in chiusura dei capitoli due ulteriori strumenti: le Schede di sintesi, utilissime per consolidare le conoscenze acquisite; le Domande più frequenti, per saggiare la preparazione. Il Compendio di diritto della Privacy, della Cybersicurezza e dell'Intelligenza Artificiale offre una visione chiara e aggiornata delle principali regole che governano la tutela dei dati personali, la sicurezza digitale e l'uso delle tecnologie emergenti. Dalla disciplina del GDPR ai profili di responsabilità, dalla cybersicurezza europea e nazionale fino all'AI Act e ai neurodiritti, il Volume coniuga rigore giuridico e chiarezza espositiva. Il Volume in questa III Edizione 2026 tiene conto delle novità normative introdotte dal D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 (Decreto PNRR) e dai Digital Omnibus e Digital Omnibus on AI. Numerosi gli spunti tratti dal più significativo dibattito giurisprudenziale. Completa il Volume un puntuale Indice analitico.

Bristol

Bristol

La vita di Robert Bristol – regista con all'attivo una dozzina di non indimenticabili film, sfibranti sfide budgetarie, due matrimoni falliti e un'iperglicemia – sembra destinata al flop: commerciale, erotico, personale. Ma l'arte non conosce gerarchie e Bristol appartiene alla caparbia schiera di chi è votato a un'opera – un'opera che esige una totale sudditanza e divora ogni energia. Non importa dunque che il suo nuovo film, L'oro insanguinato, sia l'adattamento di un romanzo rosa – dovuto alla feconda penna della regina dei bestseller, Marjorie des Marais –, dove la fragile Chloé e l'intrepido Jean-Claude affrontano mille peripezie nel cuore del continente africano, tra spietati mercenari, congreghe di stregoni, mirabolanti segreti e duelli all'ultimo sangue. Né importa che, mentre Bristol, sulle rive del Limpopo, fa i conti con le infinite, inopinate grane che si accompagnano alle riprese in esterni esotici – inclusa l'incursione di feroci miliziani –, a Parigi un solerte ispettore di polizia, Julien Claveau, lo creda coinvolto nella misteriosa morte di un uomo senza identità e cerchi di incastrarlo. Il cinema è «il regno della parte per il tutto, l'impero della sineddoche»: nulla accade davvero al di fuori del campo di ripresa – o comunque non ha peso. Una legge, questa, che forgia dall'interno anche l'architettura di questo romanzo dove tutto è abbaglio, e l'esplosivo, tumultuoso intreccio lascia trasparire l'autentica natura della letteratura – fabbrica di illusioni, incantesimo che agisce – e l'immedicabile malinconia di chi la nutre con la propria esistenza.

Le voci degli altri

Le voci degli altri

Questo libro è un incontro con chi sente di essere trasparente e dimenticato e non capisce come sia possibile. C'è stato un momento in cui abbiamo smesso di vedere le persone intorno a noi, in cui abbiamo smesso di ascoltarle e ci siamo chiusi nella nostra bolla, convinti che questo ci garantisse una vita più tranquilla e sicura. I segni di questo cambiamento, la fine dell'empatia e la costruzione di muri non solo fisici ma anche emotivi, si leggono nella politica, nell'informazione e nei comportamenti collettivi in ogni angolo del mondo. Non è successo all'improvviso, ma in un percorso in cui la diffidenza è diventata un ingrediente fondamentale delle nostre vite. Ci è stato raccontato che non era necessario fare la fatica di mettersi nei panni degli altri, anzi, che fosse pericoloso e da evitare. Intorno a noi, però, hanno cominciato a crescere solitudine e indifferenza, e il paesaggio si è riempito di macerie. Questo libro è un incontro con chi sente di essere trasparente e dimenticato e non capisce come sia possibile. Una nonna rimasta l'unica italiana nel suo palazzo popolare, spaventata da un mondo che non comprende, e una bibliotecaria che si confronta con una bambina che non trova nessun libro in cui sentirsi rappresentata. Una donna che si occupa di dare un'identità ai morti che non hanno un nome e, senza saperlo, regala una risposta a due sorelle sospese in un dolore lungo vent'anni. Un uomo che passa la vita cercando di scoprire chi abbia ucciso suo padre e, dopo anni di indifferenza, riceve un regalo anonimo che gli dona serenità. Un ragazzo che trova speranza nel rinunciare all'odio che gli spetterebbe, e riconquista così la libertà. E, infine, un uomo che ha speso gran parte della sua vita dentro le mura della Città Vecchia di Gerusalemme, che ha visto il tempo della speranza e quello della disperazione, e che in una terra sfigurata dall'odio continua a cercare spiragli di luce e umanità. Mario Calabresi va alla ricerca di quelli che si mettono in gioco, che costruiscono ponti e scommettono senza avere bisogno della certezza di vincere. Un racconto che ci porta nel mondo, anche dove la speranza sembra assente, ma esiste uno sguardo che cerca tenacemente di vedere gli altri.

W.

W.

La sensazione è quella di una scarica elettrica, una vorticosa corrente che stabilisce un legame improvviso, un reciproco riconoscimento e una complementarità perfetta. È l'inspiegabile reazione che si produce quando Olaf e W. si incontrano. W. è volitivo, inquieto, e il suo humour surreale lo ha reso famoso in tutta la scuola; la gentilezza è l'unico talento che Olaf si attribuisca. W. osa e sperimenta, Olaf lo segue. Li unisce una volontà di scoperta, un «progetto di ricerca sulla vita» che – ne sono convinti – solo insieme potranno realizzare. Poi Olaf si trasferisce da Groningen ad Anversa per studiare filosofia, mentre W. asseconda la sua irrequietezza: viaggia, esplora, si perde, ritorna. Ma quell'amicizia istantanea e misteriosa resta un centro di gravità, il nodo dei loro rapporti con il mondo: inclusi quelli con Hilde, la ragazza di Olaf che trasformerà il duo in un trio altrettanto indissolubile. Fino al giorno in cui W. scompare improvvisamente, senza una parola, lasciando dietro di sé solo un file, intrico di testi, immagini, haiku, e dei meme pubblicati in rete. Forse un invito, rivolto a Olaf, a braccare le sue tracce digitali e a ricomporre la sua immagine. O un'esortazione a proseguire da solo la ricerca. O ancora – come suggerisce l'epilogo perturbante di questo romanzo di formazione, concentrato nell'arco di tredici giorni – un ammonimento: «noi pensiamo di chiudere con il passato ma il passato non chiude con noi». Quello che più colpisce in questo romanzo d'esordio di Tiemen Hiemstra è la sua capacità di raccontare l'ebbrezza e i pericoli di un'amicizia simbiotica con una sobrietà, una combinazione di crudeltà e tenerezza che difficilmente si potranno dimenticare.

Racconti di scuola

Racconti di scuola

Le aule scolastiche sono luoghi in cui si decide qualcosa di importante anche quando sembra che non stia succedendo niente. Dove si impara a parlare o a tacere, a obbedire e a disobbedire, a stare con gli altri oppure da soli per la prima volta. Dove il mondo entra, spesso senza chiedere permesso, e lascia un segno che ci accompagnerà per tutta la vita. Questi venti racconti ci regalano venti singolari sguardi sul mondo, muovendosi nel tempo e nello spazio per indagare come ogni storia di scuola, in fondo, si assomigli. Eppure per ciascuno di noi quel periodo rappresenta qualcosa di irripetibile e mitico, che solo la letteratura può restituirci con tanta esattezza: l'appello che ricordiamo ancora a memoria, le interrogazioni vissute come prove di coraggio, le prof che non scorderemo mai, e gli insegnanti che detestavamo perché sembrava ce l'avessero proprio con noi - e forse era vero. Un libro per chi la scuola l'ha amata, subita, attraversata. Dunque, un libro per tutti. Cortázar, Starnone, Jackson, Adichie, King, Lispector, Cechov, Serao, Celati, Bradbury... Ci sono insegnanti che amano il loro lavoro come fosse una questione di vita o di morte e altri che lo sopportano come una condanna a morte, alunni che imparano a stare al mondo e altri che invece soccombono sotto il suo peso. In aula si sperimenta la noia, quella noia specifica, quasi cosmica, dell'ora di lezione che pare interminabile, ma anche il grottesco e la malinconia, lo stupore e la rabbia. La scuola diventa cosí l'occasione per desiderare, emanciparsi, diventare grandi. Oppure la scusa perfetta per arrendersi e sentirsi inutili, esclusi, per sempre perduti. In queste pagine si passa dalla Germania della Seconda guerra mondiale, in cui un soldato deve fare i conti con quello che la sua vecchia aula scolastica è diventata, a un futuro imprecisato sul pianeta Venere dove una bambina viene emarginata dai compagni perché portatrice di conoscenza. Da un villaggio della Nigeria in cui per ottenere giustizia e accedere all'istruzione è necessario rinnegare le proprie radici, a una classe della Napoli di fine Ottocento dove le ragazze provano a essere donne secondo le regole di una società che non ha ancora deciso di cambiare, per poi approdare a un'altra classe in cui si tiene l'ultima lezione in francese prima che arrivino le truppe tedesche... Christian Raimo la scuola l'ha raccontata nei dibattiti, nei libri e sui giornali e ogni giorno la vive in prima persona insieme ai suoi studenti. Ma non aveva mai esplorato dall'interno, facendosi prestare la voce dalle scrittrici e dagli scrittori, il meccanismo di questa grande macchina narrativa che ci ha affabulati tutti. Questi Racconti di scuola non sono accomunati da un messaggio edificante o pedagogico, ci suggerisce Raimo nel percorso originale che fa da commento all'antologia; e tuttavia il tempo trascorso sui banchi è per eccellenza quello dove il senso di giustizia (o di ingiustizia) sembra essere l'unica cosa che conta. Non vedevamo l'ora di uscire dall'aula, convinti che la vita vera ci aspettasse fuori di lí, altrove. E invece la scuola ci stava preparando a immaginare il futuro grazie alla piú importante delle lezioni: capire il senso, la bellezza e la forza del tempo presente.

L'altra moglie di Garibaldi

L'altra moglie di Garibaldi

Inverno 1860. In una cappella privata nei dintorni di Como vengono celebrate le nozze tra Giuseppe Garibaldi e la marchesa Giuseppina Raimondi. Il matrimonio dura un giorno soltanto. Lo scandalo che ne consegue, invece, passerà alla storia. In una narrazione che intreccia realtà e fantasia, tra splendide ville affacciate sul lago, ambascerie segrete, amori proibiti e misteriose chiromanti, Silvia Montemurro ci guida nella riscoperta di un affascinante episodio del Risorgimento italiano. A caccia della verità, ammesso che ce ne sia una sola. Seconda metà dell’Ottocento. Figlia della relazione illegittima tra il marchese Raimondi e una donna dal passato oscuro, la giovane Giuseppina ha imparato presto a guardare con disincanto sia all’amore sia al potere. Finché, mentre tutt’attorno imperversano i moti risorgimentali, il generale Giuseppe Garibaldi non s’invaghisce di lei. Giuseppina si ritrova così incastrata in un disegno troppo grande in cui la sua volontà sembra relegata a margine. Ma il destino, come scoprirà a proprie spese, segue vie tutte sue. Lo sa bene anche Alma, la chiromante che del destino ha fatto un mestiere. Cresciuta in una comunità nomade, fin da piccola ha appreso che la divinazione non consiste nel predire il futuro, ma nel portare alla luce quel che gli altri si rifiutano di vedere. Le vite delle due donne, Giuseppina e Alma, all’apparenza distanti nel tempo e nello spazio, sono in realtà legate a doppio filo. Perché la verità, detta o taciuta, finirà per avere conseguenze irreversibili per entrambe. Partendo da un’impeccabile ricostruzione storica, Silvia Montemurro firma un nuovo appassionante romanzo.

Il fattore gatto

Il fattore gatto

Ci sono poche cose che il libraio Marzio Montecristo odia più dei matrimoni. Eppure, quando Valérie de Gramont entra nella libreria Les Chats Noirs e chiede al nonno un regalo di nozze semplicemente inaudito – acquistare tutti i libri presenti e “trasferire” la libreria là dove si celebrerà il matrimonio –, Marzio non può sottrarsi. Anche perché la richiesta non è un capriccio qualunque: Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso. Quando Marzio vi sbarca con i suoi due inseparabili gatti neri, Marple e Poirot, e gli “investigatori del martedì”, resta senza parole: dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un residence impeccabile, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione in scala reale della sua libreria. L’incanto, però, dura poco: un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata. Su un’isola, con il mare a fare da confine e gli orari scanditi da cerimonie e protocolli, chiunque può essere colpevole, e chiunque ha qualcosa da perdere. Miliardi, rivalità, contratti, eredità: la tensione tra le famiglie dei due sposi, ricchissime, perfette in pubblico e spietate dietro le quinte, si avverte a ogni brindisi. Ma le ragioni dell’assassino potrebbero essere altrove: un segreto di famiglia, un ricatto, una vendetta covata sotto i sorrisi, o forse la più corrosiva delle passioni: l’invidia davanti a un amore esibito come un trofeo?

Le donne di Rosenhag. [2]: Il segreto delle rose

Le donne di Rosenhag. [2]: Il segreto delle rose

Karlskrona, 1910. Marlene e Liv provengono da mondi opposti: la prima è la vedova di un capitano di Marina, naufragato insieme alla sua nave e all'intero equipaggio; la seconda è, invece, sposata con un facoltoso armatore privo di scrupoli. Insieme hanno dato vita a Rosenhag, trasformando la casa di un guardacaccia, immersa tra le rose, in un rifugio per donne in cerca di aiuto che non sono più in grado di provvedere ai loro bisogni. Un porto sicuro dove queste non solo si sostengono, ma condividono segreti inconfessabili e trovano il coraggio di essere sé stesse lontano dal giudizio del mondo. Ma la serenità di Rosenhag è destinata a incrinarsi quando alla porta di Marlene si presenta un giovane identico al marito. Il riemergere di verità sepolte e questioni mai risolte minaccia di sconvolgere ogni equilibrio. E mentre il passato torna a reclamare il suo posto, Liv dovrà lottare per sfuggire alle trame spietate del marito Sten, ultimo ostacolo tra lei e la possibilità di amare ancora. In un'epoca che vorrebbe relegarle all'obbedienza e al silenzio, le due amiche combatteranno per difendere i propri sogni e la propria libertà. Sapranno trovare la forza per affrontare chi vorrebbe piegarle e impedirne il riscatto? Il capitolo conclusivo della dilogia delle Donne di Rosenhag porta a compimento il destino di due protagoniste indimenticabili, forti e appassionate. Una saga familiare intensa e coinvolgente che celebra il coraggio di perseguire i propri desideri, nonostante tutto.

Come se ne esce

Come se ne esce

Il mondo è più instabile che mai. Le notizie ci spaventano e ci sfiniscono. E niente di tutto questo sparirà con la fine della presidenza di Donald Trump, che è invece il punto di arrivo di una crisi molto più lunga: finché non sarà affrontata produrrà altri Trump, con qualsiasi nome arriveranno. Le regole del mondo di prima non funzionano più, quelle nuove sono tutte da costruire, e le democrazie non sanno che pesci prendere. Il problema è che è difficile proteggere le democrazie quando queste smettono di produrre risultati soddisfacenti, che si parli di redditi, sicurezza, libertà, servizi, opportunità, diritti. Allora i nemici della democrazia cavalcano la sfiducia, vincono le elezioni e proseguono a sfasciare tutto. Il caos che gli Stati Uniti esportano ovunque, insomma, nasce dal caos al loro interno. Chi spera di contenerlo con la diplomazia, la pazienza e i vertici internazionali si prepara a una lunga attesa: la malattia è profonda. Ma come si è arrivati a tanto? E soprattutto: come si chiude questo momento politico, storico, culturale? Come si volta pagina? In questo libro, Francesco Costa cerca la risposta nelle persone e nei luoghi dove già oggi, negli Stati Uniti, si costruisce un futuro diverso e si impara dagli errori del passato: risolvendo problemi concreti, ristabilendo un rapporto di fiducia reciproca, ripensando le comunità e le città, riportando industria e lavoro. Vincendo quando e dove non sembra possibile. Facendo funzionare la democrazia e, in questo modo, proteggendola. Dalla California al Mississippi, un viaggio nell'America che cambia rotta, trova soluzioni e cerca una via d'uscita al decennio di Trump. È una storia che riguarda anche noi: c'è già chi ha smesso di aspettare le vecchie regole e ha cominciato a scriverne di nuove.

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