Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

North sentinel

North sentinel

«Il primo che mette piede sulla riva, sia pure animato dalle migliori e più pacifiche intenzioni, andrebbe ucciso subito, lui e tutti quelli che lo accompagnano». Un monito che gli indigeni di North Sentinel, una delle isole dell’arcipelago delle Andamane, hanno fatto proprio, rifiutando da sempre ogni contatto con il mondo esterno. Jérôme Ferrari prende spunto dal tema del sovraffollamento turistico per riflettere sull’evoluzione del mondo, sul posto dell’individuo in una società sempre più affamata di ricchezza e successo, e sul ruolo dell’Altro, colui che, fin dal primo passo su una riva sconosciuta, corrompe la terra e il cuore degli uomini che vi abitano. Estate. Sul lungomare del porto affollato di turisti chiassosi Alexandre Romani, figlio inetto e viziato di una potente famiglia del luogo, accoltella Alban Genevey, studente di medicina in vacanza sull’isola, per vendicarsi di uno sgarbo che ritiene di aver subìto. Eppure i due si conoscono fin da bambini, i genitori di Alban possiedono una seconda casa in Corsica, e il presunto affronto è davvero di lieve entità. Cosa porta veramente Alexandre ad affondare un pugnale giapponese nella pancia di un amico? Nel ricostruire i fatti, sostanzialmente una vicenda di stupidità umana e di progressivo degrado sociale, il narratore ripercorre la storia della famiglia Romani fin dal primo antenato, un autentico bandito còrso, disegnando i contorni di una stirpe dell’idiozia e della mediocrità, raccontando al contempo l’avvento e il successivo dilagare del turismo che ha snaturato l’isola e corrotto l’animo dei suoi abitanti. Con un linguaggio ironico e tagliente che non lascia al lettore il tempo di riprendere fiato, Jérôme Ferrari indaga sull’essere umano che non accetta di essere soltanto se stesso, disposto a vendersi in cambio del benessere materiale senza capire che il vero prezzo da pagare sarà la perdita della propria genuinità e di un sano rapporto con l’ambiente circostante.

Lutto di miele

Lutto di miele

Il nuovo caso affidato al commissario Franck Sharko si dimostra complesso e inquietante fin dalla scena del crimine: all'interno del confessionale di una chiesa viene ritrovato il corpo di una donna, inginocchiata, nuda, completamente rasata e con alcuni esemplari di falena “sfinge testa di morto” posati sul capo. L'autopsia rivelerà che è deceduta a causa di una rarissima forma di malaria, trasmessa da zanzare che in Francia non esistono. Gli insetti sono solo il primo di una serie di lugubri elementi che si riveleranno parte del dissennato piano ordito dall'assassino, e Sharko, insieme all'équipe del 36, si troverà coinvolto in una macabra caccia al tesoro nella speranza, vana, di evitare ulteriori omicidi. Ma il filo conduttore tracciato dal colpevole arriva a coinvolgere i peccati capitali e le trombe dell'Apocalisse, alla ricerca di una vendetta antica i cui germi si annidano nel cuore delle Alpi. Sharko, dolorosamente segnato dalla tragica perdita della moglie e della figlia, dovrà sfidare il passato per riuscire a sventare una carneficina, e la risoluzione del caso assumerà ben presto i contorni di una discesa agli inferi: per riemergere dall'orrore sarà costretto a salvare anche se stesso. Dopo 1991 e Treno infernale per l'Angelo rosso, una nuova indagine del commissario Sharko, nella sua prima traduzione italiana. Tra squallidi bassifondi parigini e perturbanti abissi di corruzione, anche il lettore verrà intrappolato nell'intricata ragnatela intessuta dalla mente dell'assassino.

Theo da Golden e la forma della felicità

Theo da Golden e la forma della felicità

In una mattina di primavera, un uomo molto anziano arriva a Golden, una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Elegante ed enigmatico, dice soltanto di chiamarsi Theo e accenna vagamente a degli ‘affari da sistemare'. Quando entra in una caffetteria del centro, scopre una galleria di novantadue ritratti a matita appesi alle pareti. Sono i volti degli abitanti di Golden, disegnati con straordinaria delicatezza da un artista locale. Ne rimane incantato e matura un'idea semplice quanto radicale: acquistarli tutti e, uno a uno, restituirli ai loro ‘legittimi proprietari'. Da quel momento, questa diventa la sua missione. Allo sguardo di Theo non sfugge niente: osserva, ascolta, riconosce negli altri le cicatrici invisibili che la vita lascia dietro di sé. E così ogni consegna si trasforma in un incontro capace di imprimere un segno profondo. Nascono amicizie inattese, vecchie ferite cominciano a rimarginarsi, persone abituate a sentirsi ignorate si scoprono finalmente accolte. Giorno dopo giorno, Theo risveglia emozioni dimenticate e intreccia i destini di una comunità intera, dimostrando che essere gentili, senza aspettarsi niente in cambio, è l'atto più rivoluzionario del nostro tempo. Ma il romanzo non si ferma solo a questo: ci sono un mistero da risolvere, un legame lontano, un destino che si deve compiere senza lasciare tracce... Inno al potere dell'empatia e dei gesti senza clamore, Theo da Golden è un romanzo corale e toccante, ricco di personaggi indimenticabili, di amore e di condivisione. Un personaggio che riporta fiducia nell'umanità e che ci ricorda quanto la cura dell'altro restituisca pienezza al significato della vita.

Dolce come il sale

Dolce come il sale

Sardegna, anni ’30: tre generazioni di donne custodiscono un millenario sapere… Per tutto l’inverno Allegra attendeva la prima luna di maggio: il giorno in cui, con la solennità di una cerimonia, si sarebbe immersa insieme alle altre donne dell’acqua per la nuova stagione. Lo facevano dalla notte dei tempi, per raccogliere i fili d’oro di un raro mollusco e creare un tessuto più prezioso della seta, degno dei re: il bisso. Un patto segreto, trasmesso di madre in figlia, le univa tutte. Un giuramento sacro, che rendeva dolce anche il sale. Tre generazioni di donne sono le eredi di un’antica arte, secondo una leggenda portata a Sant’Antioco, nel sud della Sardegna, addirittura dalla regina Berenice. Da allora alcune madri tramandano la loro abilità alle figlie sin dalla più tenera età, fino a quando non sono in grado di pronunciare il voto che le vincola: dedicare la vita alla seta del mare, a quel filo che trattiene il giallo del sole, e accettare che i preziosi ricami che ne derivano non possano essere venduti ma solamente donati. Diventando così dispensatrici di speranza e bellezza che si oppongono al caos del mondo. Nonostante gli avvenimenti drammatici che sconvolgono l’Italia nel corso del Novecento, le tre donne, Allegra, Zaneta e Miriam, faranno di tutto per non venir meno al giuramento e difendere il loro sapere, affrontando il dolore della perdita e affermando ogni volta la libertà di essere sé stesse. Un romanzo unico che intreccia con l’abilità delle maestre del bisso le vicende personali delle protagoniste agli eventi storici, infondendo lo splendore di un talento misterioso e di una terra magica. «Che storia potente! Tradizione, segreti, legami di famiglia, amore tessono un arazzo meraviglioso e sorprendente.» The Storigraph «Tutto il fascino della Sardegna e di un millenario sapere al femminile: un romanzo meraviglioso, che entra nel cuore.» Historical Novel Society

Il piede nella fossa

Il piede nella fossa

Autunno 1931. Se non fosse per le stranezze di un paziente, la vita tra le corsie dell'ospedale Umberto I di Bellano scorrerebbe con la consueta routine. Invece Mentore Carcolati, il degente in questione, ha fatto una richiesta ben precisa, determinato ad abbandonare l'ospedale seduta stante se non verrà soddisfatta, anche a costo di mettere a repentaglio la propria salute e, non ultima, la reputazione del nosocomio. Così, il primario dottor Giulio Cesare Bombazza adesso è agitatissimo; suor Anastasia, suo braccio destro, corre di qui e di là senza sapere a che santo votarsi; il becchino Adelio Dilena, convocato dal Bombazza, fa il prezioso, calcolando se nel guaio in cui vorrebbero coinvolgerlo avrebbe o no da guadagnarci. Un fermento che ha cominciato ad affilare la curiosità inopportuna di qualche suora infermiera. Ma a parte tutto, quello che chiede il paziente è una cosa che si può fare? Perché va bene assecondare le sue comprensibili e umanissime ragioni, ma non sarà per caso un reato? Consultato di nascosto, il maresciallo Ernesto Maccadò se ne è lavato le mani: il primario e la suora facciano pure come vogliono, basta che non diano motivo di pettegolezzi o peggio; per il resto lui non vuole saperne nulla. Il tempo intanto stringe, perché l'intervento chirurgico cui il Carcolati deve essere sottoposto non può aspettare, e d'altra parte bisogna trovare un donatore per accontentare la sua richiesta capestro. Donatore di cosa? Di spazio, un angolino discreto, anche anonimo, purché in terra consacrata. Nell'attesa, ci si potrebbe affidare a un modernissimo frigidaire. Le storie che si intrecciano nella Bellano letteraria di Andrea Vitali non finiscono mai di stupire. Un luogo della fantasia che coglie sempre di sorpresa il lettore, trascinandolo in un vortice di vicende e personaggi inimmaginabili. Il piede nella fossa crea così un groviglio di destini che strappano più di un sorriso e al tempo stesso inteneriscono, avvolgendoci in quelle atmosfere lacustri tra le quali a ogni alba può davvero succedere qualunque cosa.

Dignità

Dignità

Una foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita e dà l'avvio a un'indagine. Sorridono, eleganti e innamorati, Leman e Asllan Ypi: è il 1941, la guerra infuria, eppure nulla sembra turbare quella luna di miele sulle Alpi. Ma per la loro nipote Lea quell'immagine è uno squarcio sul non detto, su una storia familiare avvolta da anni di silenzio. Chi era veramente nonna Leman? Perché parlava francese nonostante fosse cresciuta come nipote di un pasha a Salonicco? Cosa la spinse, appena diciottenne, a lasciare la città per iniziare una vita da sola in una Tirana intrisa di “profumo Chanel e di pecora”, con l'Albania satellite del regime di Mussolini? Come si innamorò e sposò un socialista simpatizzante del Fronte Popolare? E soprattutto, cosa si nascondeva dietro quel sorriso tra la neve di Cortina d'Ampezzo, mentre tutta l'Europa veniva ridotta in cenere? Lea Ypi intreccia i rapporti della polizia segreta sulle spie comuniste, le testimonianze in tribunale e i ricordi personali della nonna per raccontare i moti di un Novecento pieno di contraddizioni e ripensamenti: dai fasti decadenti dell'aristocrazia sotto l'impero ottomano alla nuova realtà dei Balcani, passando per una crisi finanziaria e gli orrori di due guerre mondiali. E ci pone domande cruciali per i nostri tempi: che cosa sopravvive e che cosa si perde nella storia? Che cosa sappiamo davvero di chi amiamo? E con quale diritto morale giudichiamo le loro scelte? C'è qualcosa nello spirito umano, diceva mia nonna, che resiste a ogni tentativo di oltraggio, ingiuria o umiliazione. Quel qualcosa si chiama dignità.

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