Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

La guerra dei Traversa

La guerra dei Traversa

Il 18 dicembre 1922 è una delle tante date rimosse dalla memoria collettiva. Eppure, in quel giorno e poi in quello successivo, il Partito nazionale fascista, diventato da poco forza di governo, mette alla prova per la prima volta la propria totale impunità: fa strage di oppositori politici, uccidendone una trentina. Uno di loro, l'operario Pietro Ferrero, viene addirittura legato vivo a un camion e trascinato per le strade fino a che non esala l'ultimo respiro. Tutto questo avviene in una delle città meno fasciste d'Italia: Torino. Quella che va in scena il 18 dicembre 1922 è la "famosa strage di Torino", verrebbe da dire. Peccato che sia tutt'altro che famosa. "Il 18 dicembre del 1922 è iniziata la rovina della mia famiglia e la mia dannazione, anche se allora, ovviamente, non ero ancora nato": a raccontare questa storia è l'ultimo discendente dei Traversa, una famiglia di piccoli industriali che, all'inizio del Novecento, sembrerebbe avviata a un successo inarrestabile, se solo non arrivasse quel maledetto giorno del 1922, se solo gli eventi non la spaccassero in due, tra fascisti e antifascisti, dando inizio a quella privatissima guerra dei cent'anni che il narratore, oggi ottantenne, sta ancora combattendo. E sarà proprio lui, in questa tesa saga familiare, a collocare la "guerra dei Traversa" nelle pieghe meno note della Storia, tra le corsie di un manicomio femminile, i campi di concentramento della Francia meridionale e le bombe blockbuster , sperimentate per la prima volta su Torino e destinate a radere al suolo le città. Attraverso le gioie, i drammi e i misteri di una famiglia a lui molto vicina, Perissinotto cortocircuita il presente e il passato, vincendo una grande sfida narrativa e dando forma alla sua idea di letteratura come strumento per sconfiggere l'oblio.

La strada sulla costa

La strada sulla costa

Irlanda, 1994. Nella piccola comunità cattolica della contea di Donegal non c'è casa in cui non si parli di Colette Crowley, la poetessa che ha dato scandalo lasciando marito e figli per andare a vivere con un uomo sposato a Dublino. Ora Colette è tornata, ed è decisa a riannodare i fili della sua vita precedente. Nonostante provi a essere parte attiva della comunità inaugurando un corso di scrittura, Colette deve fronteggiare il muro silenzioso di sospetto e violenza che la respinge continuamente ai margini. L'uomo con cui è ancora legalmente sposata le impedisce di vedere i suoi figli, tentando con ogni mezzo di metterglieli contro. Donal Mullen, da cui ha preso in affitto il cottage di pietra sulla baia, trasforma rapidamente il disprezzo che nutre per lei in una sordida e incontrollata attrazione, mentre Dolores, sua moglie, osserva dalla finestra il precipitare degli eventi. Determinata a rivedere i suoi figli, Colette chiede l'aiuto di Izzy, una casalinga intrappolata in un matrimonio infelice che trova conforto nei lunghi pomeriggi trascorsi a confidarsi con il parroco del paese. Un'amicizia profonda quella che nasce tra le due donne, specchio l'una dell'altra: Izzy vede in Colette la persona coraggiosa e indipendente che vorrebbe essere, mentre Colette trova nell'amica quel senso di stabilità e appartenenza che le manca. "La strada sulla costa" è un romanzo abitato da personaggi memorabili, è una meditazione su ciò che significa negoziare i termini di un matrimonio, soprattutto in un tempo in cui il divorzio è ancora illegale; e sulle conseguenze che deve affrontare chi osa andare irriducibilmente controcorrente.

Una morte onorevole

Una morte onorevole

È una serata speciale al Savoy, uno degli alberghi più esclusivi di Milano: cinquanta selezionatissimi invitati potranno partecipare al party dell'onorevole Vincenzo Greco per festeggiare la fine dell'EXPO e la realizzazione di un faraonico progetto stradale. Nel bel mezzo del ricevimento, però, un temporale fa saltare la corrente, e la suite dove si tiene la festa precipita nel buio: quando le luci si riaccendono, l'onorevole è riverso nella piscina, già cadavere. Con le telecamere di sorveglianza disattivate e i telefonini spenti per garantire la privacy ai tanti vip dai molti segreti, la tecnologia può far poco. Bisogna indagare in un altro modo: con logica, osservazione e intuito. Bisogna indagare alla vecchia maniera. Ecco perché il caso – spinosissimo, considerata la vittima – passa a Luca Botero, detto l'Amish, il commissario afflitto da tecnofobia che vive come se il mondo fosse fermo agli anni Settanta. Per l'Amish è la sfida perfetta: data la dinamica del delitto, l'assassino non può che essere uno degli invitati, ed è proprio su di loro che si concentra insieme alla sua affiatata squadra Alfa. Fra infiltrazioni mafiose, imprenditori senza scrupoli, intrighi politici e traffico di stupefacenti si comincia a cercare il colpevole. Qualcuno, però, trama nell'ombra: spia il commissario, e presto tutte le persone che gli stanno vicino correranno un grave pericolo… Torna in libreria l'Amish, creatura nata dalla penna di Paolo Roversi, uno Sherlock Holmes dandy che indaga in maniera "analogica" nella Milano di oggi.

La vita segreta degli elementi

La vita segreta degli elementi

Che siate appassionati o che abbiate conosciuto la tavola periodica solo sui libri di scuola, La vita segreta degli elementi farà sfolgorare la chimica in una luce tutta nuova. Sono in molti a sostenere che tra le cause del crollo dell’impero romano ci sia il piombo: onnipresente tra vini e acquedotti, l’elemento traditore avvelenò lentamente i nostri antenati. È una teoria dibattuta, ma non ci sono dubbi sul fatto che gli elementi chimici influenzino il nostro mondo molto più di quanto pensiamo. Al tungsteno, e alla sua ostinatezza, si devono le prime lampadine che illuminarono le case vittoriane. Il carattere ambivalente del cloro è stato la causa di numerose morti in guerra come di altrettante guarigioni, ed è grazie all’affabilità dello stagno se nel Quattrocento si sviluppò la stampa. E per le banconote degli euro, be’, il merito non può essere che dell’europio. Dietro a un aspetto rigoroso, la tavola periodica nasconde un mondo alquanto movimentato, affollato di vicende strabilianti e intricate relazioni, tra fiammate, esplosioni e mirabolanti passaggi di stato. Più impari a conoscerli, più ti accorgi che ogni elemento possiede un suo carattere: come in una grande famiglia, ci sono lo svitato e il piantagrane, la vecchia diva e l’ultimo arrivato, il tranquillone e il pollice verde, la coppia di inseparabili e i due che è meglio tenere lontani. Kathryn Harkup raccoglie le “vite” uniche di 52 elementi, muovendosi tra aneddoti storici e particolari scientifici con umorismo e chiarezza.

I protagonisti del partito comunista vicentino

I protagonisti del partito comunista vicentino

Il libro racconta la storia del Pci vicentino attraverso le testimonianze dei suoi militanti e dirigenti. La storia del Pci a Vicenza e provincia nell'immediato dopoguerra, rispetto ad altre parti d'Italia, è stata un'esperienza minoritaria, ma con alcuni caratteri distintivi quali la grande importanza che veniva data al movimento operaio, sia nell'elaborazione culturale che nella pratica politica, con l'apice raggiunto durante la segreteria di Romano Carotti (1965-1972). Negli anni successivi, grazie al ricambio generazionale e alla crisi del modello della grande fabbrica, si è innestato un forte cambiamento, che ha portato il Pci a diversificare la propria linea politica, con nuove priorità come i diritti civili, la cultura e l'amministrazione degli enti locali. Questa mutazione portò con sé una variazione sulla composizione sociale del partito, con l'aumento di persone provenienti dal ceto medio urbano e il declino del ruolo della classe operaia, fenomeno che continuò fino al 1991. Il territorio vicentino è una realtà policentrica e le testimonianze qui raccolte ne sono il riflesso evidente, sia sul piano individuale che nelle dinamiche di partito: uno scorcio singolare e interessante della nostra stessa storia. "Le testimonianze pubblicate in questo volume sono state raccolte nel corso di due anni (giugno 2021-agosto 2023) seguendo la metodologia della storia orale, con una raccolta di interviste orali e una successiva stesura scritta e approvata dall'intervistato. Lo strumento utilizzato è l'intervista semi-strutturata, una tecnica qualitativa di raccolta dei dati che si caratterizza per una serie di domande standard per tutti i partecipanti, con la possibilità tuttavia di modificarne l'ordine o la formulazione. (...) Il volume è stato realizzato in un'ottica complementare rispetto al lavoro intrapreso da Giuseppe Pupillo nell'opera "Il pesciolino rosso" (2001) e ai documenti d'archivio della fondazione Mauro Nordera Busetto - Democratici di Sinistra vicentini. Il punto d'osservazione è quello degli iscritti e militanti del PCI della provincia di Vicenza, in un periodo che va dal 1943 al 1991." (dalla nota del curatore)

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