Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Il giardiniere virtuoso

Il giardiniere virtuoso

Si parla sempre più spesso di cambiamento climatico e sostenibilità e i toni sono per lo più improntati all’urgenza di un agire più consapevole e alla possibilità di dover affrontare una catastrofe climatica nel giro di pochi anni. Fare qualcosa di positivo per l’ambiente non significa solo essere partecipi, donare a enti che si occupano di salvaguardare la foresta pluviale partecipare a una campagna per porre fine al commercio d’avorio. Si può e si deve fare la differenza soprattutto a casa, anzi appena fuori dalla nostra porta. Questo libro è uno strumento prezioso per comprendere che il modo in cui facciamo giardinaggio ha potenzialmente un enorme impatto sul mondo naturale e sulla biodiversità e riguarda persino chi ha solo un balcone con una manciata di vasi e qualche fioriera. Ne Il giardiniere virtuoso troverete più di 200 pagine di domande e risposte che danno vita a un piccolo tesoro di informazioni, con illustrazioni accattivanti che rendono comprensibili questioni spesso considerate complesse. Ci sono tanti modi per dare una mano all’ambiente: dal riutilizzo degli imballaggi di cartone per farne pacciame contro le erbe infestanti alla coltivazione della verdura direttamente dai semi; dall’eliminazione dei prodotti chimici alla creazione di habitat per gli insetti che vivono nell’orto… I giardini sono considerati un ottimo antistress ma vi stupirete nello scoprire che, grazie al vostro lavoro, si sono trasformati in un formidabile strumento per restituire qualcosa di importante alla natura.

Geografia di un dolore perfetto

Geografia di un dolore perfetto

Quando sei bambino tuo padre è un supereroe. Nessuno ti spiega che anche i supereroi possono cadere e farsi male, e soprattutto farti male. Pietro lo sa fin troppo bene: suo padre lo ha abbandonato quando era ancora un ragazzino. L'unica cosa che gli ha lasciato è quella che lui chiama spezzanza, la sensazione di essere spezzati, di vivere sempre a metà. Eppure Pietro ha un vita perfetta: è diventato un professore universitario e ha una moglie e un figlio che ama. Fino a quando riceve una telefonata che cambia tutto. Deve andare a Tenerife il prima possibile: un viaggio in aereo attraverso il mare lo divide dall'attimo più importante della sua vita. Pietro corre, e più corre più si rende conto che sta andando incontro al vero sé stesso e ai suoi fantasmi. Sono lì a ricordargli che capita, a volte, di trovarsi all'improvviso lontanissimi da sé stessi, così tanto da non sapere più chi si è veramente: come i punti che gli atlanti chiamano «poli dell'inaccessibilità», quelli più lontani e irraggiungibili del globo. Quando succede, i geografi dicono che, per salvarsi, l'unica cosa da fare è guardare su. Cercare una stella, e poi andare dritti dove dice lei. Può avere i contorni di un amore o di un dolore. Di un desiderio o di una paura. Perché a volte non siamo nel posto sbagliato, stiamo solo cambiando. A volte arriva il momento di fare pace con tutte le ferite di quando si era bambini. Enrico Galiano apre la sua anima ai lettori in un romanzo che indaga il rapporto più antico, autentico e complicato: quello tra figlio e genitore. Un romanzo che pone una domanda che va dritta al cuore: quando si smette di essere figli? C'è un giorno, un momento, una linea che si supera e poi non si è più figlio di qualcuno, ma solo un uomo o una donna?

Qualcosa resta

Qualcosa resta

Pedro ha un sospetto, una speranza, forse una fede: crede che il suo cane Lobo sia capace di fiutare la morte. E con un talento così, pensa, si potrebbe davvero impedire che muoiano le persone a cui vogliamo bene. Che muoiano troppo presto, almeno. Invece, ad andarsene anzitempo per un infarto è proprio Ida, la sua compagna, e lui si convince di averle “rotto il cuore”. Pedro e Ida si erano conosciuti nella clinica veterinaria di Aridosa, città speciale sorta dalle macerie di un borgo grazie alla volontà e all’ingegno della Professora: un luogo dove i vecchi possono andare incontro alla fine con dignità e dove immigrati e seconde generazioni, accudendo loro, intanto reinventano l’Italia e la vita. A Ida, veterinaria di Aridosa, Pedro aveva confidato la sensazione che i problemi di salute di Lobo fossero, in realtà, segnali del suo straordinario talento. E adesso che Ida è morta, Pedro si colpevolizza e si dispera: non avendo saputo leggere i segnali mandati da Lobo, non è riuscito a salvarla. Ma col tempo – anche grazie al fratello di Ida che di questa storia è la voce narrante – Pedro capisce che Lobo non è attratto dall’odore della morte, ma da quello del bene che compiono certe persone: dal buono che si lasciano dietro, magari senza accorgersene. E allora da Aridosa, inseguendo la scia di quest’odore di buono, Pedro e Lobo iniziano un viaggio che è un’indagine nel sentimento del mondo: perché l’amore, in fondo, è un odore. Dopo sei anni di silenzio, Alessandro Mari torna alla narrativa con una scrittura simbolica e al tempo stesso concretissima. A passi lievi, con umorismo e tenerezza, con realismo e poesia, si muove in ciò di cui più importa agli esseri umani e alla letteratura: l’amore, la morte, la forza benefica che viene dalla capacità di immaginare qualcosa che magari non si vede, sì, ma si sente eccome.

La via dell'equilibrio

La via dell'equilibrio

Restare giovani è una delle nostre più grandi chimere. La vita media si è allungata e la nostra cultura sposta continuamente in avanti la soglia a partire dalla quale ci consideriamo anziani. Esistono teorie, diete e manuali che ci dicono come dobbiamo mantenerci in forma e trattare il nostro corpo: tutto ciò rende molto difficile capire, e anche accettare, in che modo e perché il nostro organismo muta nel tempo. Il nostro corpo cambia fin da quando siamo nati, ma non tutti i segni legati all’invecchiamento sono un problema per la salute. Invece, spesso impieghiamo più tempo e risorse a tentare di nascondere questi segni innocui piuttosto che a mantenere i muscoli forti o il cuore sano. Cambiare la nostra postura di fronte all’invecchiamento significa concentrarsi sulla prevenzione e sui segni disfunzionali, imparando a non respingere il tempo, ma ad accoglierlo. Antonella Viola racconta le ragioni biologiche ed evolutive di un’esperienza universale, che ciascuno di noi attraversa a modo suo. È il primo passo da compiere se vogliamo accogliere questo fenomeno regolando le nostre abitudini e il nostro stile di vita. In questo libro non si fanno promesse poco verosimili di longevità a tutti i costi: il punto è capire come vivere a lungo e in salute, cercando un equilibrio fra la tutela del futuro e la gioia del presente. E rafforzando quel legame indissolubile che c’è fra il benessere del nostro corpo e quello del pianeta. Non si può respingere il tempo che passa, ma si può accoglierlo con la giusta postura. Per essere longevi in modo sostenibile. È giunto il tempo di diventare i protagonisti di una nuova storia: quella in cui iniziamo a prenderci cura del nostro corpo e del nostro pianeta.

Emilia Romagna

Emilia Romagna

Lungo la Via Emilia, sorta di nastro che attraversa in diagonale la regione, la Guida Verde accompagna i viaggiatori sotto il segno dell’accoglienza, che in Emilia-Romagna è un concetto esistenziale prima ancora che turistico. Bologna, Modena, Parma, Reggio, Ferrara, Ravenna e tanti altri gioielli urbani introducono alla striscia terracquea che unisce il Delta del Po e la Riviera romagnola, e agli ambienti più appartati dell’entroterra dove anche i ritmi sembrano antichi: i colli piacentini e le valli forlivesi, le Terre di Matilde, i luoghi verdiani, i crinali al confine con la Toscana. In questa guida: Bologna; Modena e l’Appennino modenese; La pianura modenese e reggiana; Reggio Emilia e le Terre di Matilde; Parma e le Terre verdiane; Piacenza e il Piacentino; Ferrara e il suo territorio; Ravenna e il Ravennate; Imola, Faenza e i colli; Forlì, Cesena e l’Appennino romagnolo; Rimini, la Riviera, l’entroterra. Tra le pagine: I racconti in chiaroscuro di Giorgio Falco, dialogo muto tra gli aironi del Delta e le raffinerie in disuso, la cattedrale e gli outlet di Fidenza, le spiagge fuori stagione e la grande fabbrica dell’intrattenimento; Tutti i segreti del tortellino: esperienze del gusto nella patria del buon mangiare, mescolando radici e sperimentazione; Il romanzo di Ferrara: nella città di Giorgio Bassani che ispirò Michelangelo Antonioni e ossessionò Luchino Visconti; Alla scoperta dell’ecosistema costiero nel Delta ravennate: pinete, boschi igrofili, distese vallive, cordoni dunali dove sostano gli uccelli migratori; Da Bologna a Pavana, da Zocca a Correggio: nei luoghi della canzone d’autore sotto la guida di Riccardo Bertoncelli, storico del rock; Trekking al Parco dei Gessi tra boschi, grotte e calanchi; Rimini, dal cinema Fulgor a Castel Sismondo, il paesaggio immaginario di Federico Fellini e il museo diffuso dedicato al maestro. Nell’extended book accessibile online visualizzando il QR Code in copertina: materiale audio e video, link, percorsi alternativi, approfondimenti, aggiornamenti in tempo reale.

Il senso dell'alligatore

Il senso dell'alligatore

Larry Nowak cerca di guardarsi il meno possibile allo specchio: l'immagine riflessa di sé, infatti, non è che il pallido ricordo di chi è stato. Sei anni e mezzo, trascorsi in un letto d'ospedale in una sorta di limbo di cui ricorda poco e niente. E l'unica soluzione che ha trovato per scappare da ciò che lo attendeva al risveglio è stata la fuga. Wytago nel Vermont è sufficientemente piccola e lontana da fargli pensare di potersi lasciare alle spalle il proprio doloroso passato. Qui Larry cerca di ricostruirsi una quotidianità, di mettere su una nuova clinica veterinaria, di fare nuove amicizie, di non essere più per tutti solo 'The new kid in town'. Ma in un paese piccolo tutti sanno tutto di tutti. E così è facile scoprire la sua dipendenza dai farmaci, gli eccessi nel bere, i terribili sbalzi di umore. E scoprire anche che nel suo passato c'è qualcosa che vuole in tutti i modi tenere nascosto. Quando poi un ragazzino viene ritrovato senza vita, l'attenzione è puntata subito su di lui. Prima ancora che parta una vera e propria indagine, Larry è già diventato il colpevole perfetto, il capro espiatorio su cui scaricare le colpe di una cittadina che si ritiene immacolata e che nasconde le sue ombre dietro ai portoni ritinteggiati delle case. Guido Sgardoli costruisce un thriller teso, crudo, ma anche umanissimo, un caleidoscopio di personaggi unici e perfettamente descritti che ci guidano in un labirinto di odio, rancore, invidia e generosità. Un racconto così realistico da riportarci a tremare per una delle paure che fin da bambini ci portiamo dentro: quella dello sconosciuto che ci prende e ci porta via.

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All'Olimpico col Pedrollo - V edizione

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