Biblioteca Civica Bertoliana

13/05/2015

Presentazione del libro “Fogazzaro intimo: lettere e taccuini segreti” venerdì 15 maggio

Alle 18 a palazzo Cordellina

Realizzato dalla Biblioteca civica Bertoliana con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi, raccoglie lo studio sui ventuno taccuini segreti e sulle quattrocento lettere familiari dello scrittore vicentino, scomparso nel 1911.

La Fondazione Giuseppe Roi e la Biblioteca civica Bertoliana perseguono da tempo un obiettivo comune: approfondire e valorizzare la figura di Antonio Fogazzaro, l’illustre vicentino le cui carte sono conservate in Bertoliana grazie alla lungimirante sensibilità dei suoi eredi Roi che hanno scelto la civica vicentina come tempio della memoria fogazzariana.

Nel 1961 Antonio e Giuseppe Boso Roi donavano alla Bertoliana manoscritti e carteggi del loro illustre antenato. Con questo fondo consegnavano anche un plico sigillato che portava la seguente indicazione: «Documenti manoscritti intimi di Antonio Fogazzaro, che devono rimanere sigillati sino al 1° gennaio 2011». Il 15 febbraio 2011, in occasione dell’apertura delle manifestazioni per il centenario della morte dello scrittore, il plico è stato aperto: ne sono emersi ventuno taccuini, redatti tra il 1882 e il 1910, otto fascicoli di lettere scritte da Fogazzaro alla moglie Margherita Valmarana e ai figli Teresa, Mariano e Maria tra il 1876 al 1911, una busta di documenti autografi di carattere privato.

Per approfondire questi materiali, veri e propri frammenti dell’anima dello scrittore, Biblioteca Bertoliana e Fondazione Roi hanno condiviso il progetto Fogazzaro intimo che, oltre alla digitalizzazione del materiale, ha permesso lo studio analitico di tutta la documentazione. Ne è emersa una messe di notizie inedite e interessanti, capaci di disegnare il paesaggio interiore in continua evoluzione di Antonio Fogazzaro e di tracciarne un più ricco, e talora sorprendente, profilo di uomo e di intellettuale.

Oggi, conclusosi il progetto di studio, la Bertoliana edita il volume Fogazzaro intimo: lettere e taccuini segreti, che raccoglie i saggi di Luciano Morbiato, Laura Valente ed Erika Zanotto.

Il libro verrà presentato il 15 maggio alle 18 a palazzo Cordellina, alla presenza del vicesindaco del comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci, del presidente della Fondazione Roi Gianni Zonin e del presidente della Bertoliana Giuseppe Pupillo.

Interverrà, oltre agli autori dei saggi, Adriana Chemello.

I diari segreti di Fogazzaro

Nel luglio del 1883 Antonio Fogazzaro è in vacanza a Lanzo d'Intelvi in Valsolda. Tra gli ospiti dell’albergo Belvedere dove soggiorna c’è una giovane americana che attira subito la sua attenzione, Ellen Starbuck. Lo scrittore lo annota ripetutamente sul suo taccuino; pagina dopo pagina queste annotazioni scandiscono il passaggio dalla conoscenza occasionale alla fascinazione reciproca, fino a concretizzarsi in un inedito e fulminante ritratto dell’americana e della sua storia: «Ellen Starbuck. Fare un romanzo d’amore, semplice. Ella che dipinge … si piega giù sul tavolo. Espressione dell’occhio (è vero?) poco viva. Viso dolcissimo … Bel profilo, bei capelli biondi … Profumo Atkinsons. Abito rosa, nero, cenere. Collana d’oro, orecchini monetine d’oro». Questi appunti confermano che già nell’estate del 1883, subito dopo avere incontrato la Starbuck, Fogazzaro pensa al romanzo di Ellen/Violet, l’eroina del Mistero del poeta, ma lo mette da parte perché deve finire Daniele Cortis, il romanzo degli amanti casti, pubblicato nel 1885.

Tra le righe dei ventuno taccuini segreti di Fogazzaro, scritti in trent’anni di vita, dal 1882 alla fine del 1910, a pochi mesi dalla morte, non compare solo Ellen Starbuck; nello stesso anno 1883 lo scrittore annota il suo fermo proposito di arrestare alle soglie dell’amicizia il rapporto con Felicitas Buchner, l’istitutrice tedesca dei ragazzi Valmarana, che rischia di trasformarsi in un amore sensuale: «30 giugno. Friend, not lover, never! That is my want, o Lord». E il proposito solenne è rafforzato dall’uso della lingua inglese.

Questi taccuini costituiscono, assieme a quattrocento lettere di carteggio con i familiari e a una busta di documenti di carattere privato, l’ultimo grande giacimento del dono delle carte di Antonio Fogazzaro fatto alla Biblioteca Bertoliana dagli eredi Roi, Antonio e Boso. Per loro volontà questi documenti sono rimasti segreti fino al 15 febbraio 2011, quando, in occasione dell’apertura delle manifestazioni per il centenario della morte dello scrittore, il plico è stato aperto. Con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi la Bertoliana ha promosso la digitalizzazione di questi materiali e ne ha affidato lo studio a Luciano Morbiato, Laura Valente ed Erika Zanotto. Il risultato di queste ricerche si è concretizzato nel volume Fogazzaro intimo: lettere e taccuini segreti che verrà presentato il 15 maggio alle 18 a palazzo Cordellina, alla presenza del presidente della Bertoliana Giuseppe Pupillo, del presidente della Fondazione Roi Gianni Zonin e del vicesindaco del comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci.

Luciano Morbiato, docente di Storia della tradizioni popolari all’Università di Padova e sensibile conoscitore dell’opera di Fogazzaro, ha realizzato un attento lavoro di analisi sui taccuini. La sua trascrizione di frammenti significativi di testi (tra i quali quelli qui citati) ha permesso di gettare nuove luci sulla vita dello scrittore vicentino, sui suoi viaggi, la vasta rete di relazioni intellettuali e affettive, la genesi e lo sviluppo delle sue opere. Il taccuino 8, scritto tra il 1894 e il 1895, è per esempio una meticolosa fonte di luoghi e tempi per l’ambientazione di episodi di Piccolo mondo antico, ormai nelle fasi conclusive della composizione. Alcune di queste annotazioni le si ritrova trapiantate nel romanzo: «Nebbione sui monti di Laveno, triste presagio – Gabbiano che va verso Angera presagio lieto (bianco) – Discorsi della gente indifferente che non capisce – Tutto questo per il viaggio di Franco da Torino la prima volta – Grandi occhi che si disegnano e si allargano nelle onde lievi, non increspate … Grande nuvolaglia, lumi biancastri, nuvole turchine, finestre celesti».

Frasi e appunti dei taccuini, che possono apparire oscuri e frammentari, aiutano anche a ricomporre il mosaico della vita inquieta e dello spirito pungente di Fogazzaro, che nel taccuino 5 riporta l’impietoso ritratto del capo del governo italiano: «Depretis. Alto, grosso, eretto, capelli spioventi sulle spalle, viso cereo, triste, stanco». Numerosi infine sono i taccuini ordinari, promemoria degli appuntamenti fissati e degli incontri fortuiti o programmati.

I taccuini e il carteggio erano inizialmente accorpati all’archivio di famiglia. Dopo i bombardamenti che durante la Seconda Guerra Mondiale distrussero la villa dei Fogazzaro a San Bastian, la figlia minore dello scrittore Maria cedette i documenti al nipote Antonio Roi, al quale si deve la scelta del materiale che venne secretato con la clausola che venisse aperto dopo 100 anni dalla morte dello scrittore. Interamente digitalizzati, operazione propedeutica alla salvaguardia degli originali autografi, taccuini e lettere sono oggi a disposizione per la ricerca in Biblioteca Bertoliana.

Galleria fotografica

Antonio Fogazzaro nel suo studio copertina libro Taccuino 1

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