Biblioteca Civica Bertoliana

Il mondo dei funghi e gli animali selvatici protagonisti di tre mostre a Palazzo Cordellina e alla biblioteca La Vigna

Con l’avvio della XVII edizione di “Vicenza e la Montagna” anche laboratori, film e incontri con gli autori
Data:

18/09/2026

Da sinistra, Pavan, Salvetti, Fantin. Galla e Cavalli©Comune di Vicenza -Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Nella stagione dell’anno che la città dedica tradizionalmente alla cultura delle terre alte, si inaugurano in contemporanea tre mostre e la XVII edizione del festival “Vicenza e la Montagna”.

Al piano terra di Palazzo Cordellina aprono infatti le esposizioni “La Micologia nei libri antichi della Bertoliana” e “5:100 Selvatici: quando il confine diventa labile” dell’artista Alberto Salvetti, mentre alla Biblioteca La Vigna si può visitare “Il regno del gusto. I funghi nella cucina europea dell’Ottocento”.

I tre eventi, le attività collaterali e il programma di proiezioni e incontri con gli autori della XVII edizione del festival “Vicenza e la Montagna” sono stati presentati stamane dall’assessore alla cultura Ilaria Fantin, insieme al presidente della Biblioteca Bertoliana Alberto Galla, al vicepresidente della biblioteca La Vigna Raffaele Cavalli e a Franco Pavan, responsabile del festival “Vicenza e la montagna”, nato dalla collaborazione tra la sezione CAI di Vicenza, la sezione Giovane Montagna di Vicenza, la Società Alpinisti Vicentini, e le associazioni MontagnaViva di Costabissara e Montagne e Solidarietà.

«Oggi inauguriamo tre mostre e una ricca rassegna culturale – ha dichiarato l’assessore alla cultura Ilaria Fantin - che potenziano la rete di istituzioni che da alcuni anni condividono progetti, attività, servizi e valorizzazione della cultura e del nostro patrimonio. Biblioteca Bertoliana, Biblioteca Internazionale La Vigna e associazioni vicentine che si occupano di montagna, con il supporto dell’assessorato alla cultura, ognuna con le proprie competenze e mission, offrono alla città tre eventi espositivi, accompagnati da una eterogenea programmazione culturale, che vanno a sostenere uno dei nostri primi obiettivi: rivitalizzare la città in sinergia con le associazioni del Forum Cultura, perché la cultura continui a essere un momento di condivisione, approfondimento e relazione.

«La mostra sulla micologia ha aggiunto il presidente di Bertoliana Alberto Galla - documenta una volta di più la straordinaria ricchezza delle raccolte della Biblioteca Bertoliana, un patrimonio che sorprende sempre per varietà, qualità e ampiezza, capace di attraversare discipline, epoche e linguaggi diversi. I magnifici libri esposti confermano che anche la cultura scientifica trova largo spazio nei nostri documenti, che diventano strumenti per conoscere la natura e, insieme, la storia del sapere. Una mostra di alto valore documentale e iconografico».

«Il XIX secolo – ha commentato il vicepresidente de La Vigna Raffaele Cavalli - fu un’epoca di grandi rivoluzioni industriali, sociali e scientifiche. E queste trasformazioni arrivarono, in modo sorprendente, anche sulle nostre tavole. È proprio nell’Ottocento che il fungo compie un viaggio straordinario: passa dal mistero alla conoscenza, dal bosco alla cucina, dalla raccolta alla coltivazione. La mostra alla biblioteca La Vigna racconta proprio questa trasformazione attraverso i ricettari e le opere di quattro protagonisti della cucina europea dell’Ottocento».

«Anche quest’anno – ha concluso Franco Pavan, tracciando un excursus del festival “Vicenza e la Montagna” - la collaborazione tra le associazioni alpinistiche vicentine ha consentito di preparare un programma molto ampio. Dagli animali selvatici alle avventure alpine che sono anche confronto con i propri limiti, dagli antichi terrazzamenti alle esperienze di vita in alta quota, fino alle leggende e alla storia dell’alpinismo, attraverso la mostra, le proiezioni a ingresso libero al cinema Patronato e gli incontri con gli autori proponiamo una riflessione sul mondo della montagna e sulle trasformazioni che sta vivendo».

Due mostre dedicate al regno dei funghi

I funghi sono dunque i protagonisti delle due mostre “Il regno dei funghi. La micologia nei libri antichi della Bertoliana”, che la biblioteca civica inaugura il 18 settembre alle 18 al piani terra di Palazzo Cordellina (contra’ Riale 12) in collaborazione con l'Associazione micologica Bresadola Gruppo di Vicenza, e “Il regno del gusto. I funghi nella cucina europea dell’Ottocento”, proposta dal 21 settembre alla Biblioteca La Vigna (Palazzo Brusarosco Gallo Zaccaria, in contra’ Porta S. Croce 3).

L’esposizione “Il regno dei funghi. La micologia nei libri antichi della Bertoliana”, resta aperta a Palazzo Cordellina, con ingresso libero, fino al 18 ottobre, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18.

La mostra è dedicata a uno dei regni più vasti e meno visibili sulla Terra, quello dei funghi: organismi antichissimi e straordinariamente diversificati che hanno accompagnato l'evoluzione degli ecosistemi e della cultura umana. Nel mondo ne esistono oltre 700.000 specie, circa 4.000 delle quali presenti in Italia. Originariamente classificati da Linneo tra le piante, nel Novecento i funghi sono stati elevati a un regno autonomo, il “Regno Fungi”. Sono presenti sulla Terra da oltre 400 milioni di anni e sono pilastri fondamentali degli ecosistemi, capaci di rigenerare il suolo decomponendo la materia organica, oltre che risorsa preziosa per l'uomo come alimento e nella fermentazione dei cibi, nella produzione di enzimi industriali e antibiotici, e in applicazioni mediche e ambientali.

Attraverso una selezione di volumi antichi conservati in Bertoliana, dall'incunabolo miniato della “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio alle tavole di Pietro Andrea Mattioli e Pier Antonio Micheli fino agli acquerelli del vicentino Giovanni Larber, la mostra ripercorre la costruzione del sapere micologico e il rapporto ambivalente tra l'uomo e i funghi, da sempre sospesi tra risorsa e pericolo, fino ai contributi di Giacomo Bresadola, tra i padri della micologia moderna. Nel corso della storia, i funghi hanno infatti suscitato grande interesse, ma anche profonda diffidenza: la loro duplice natura, che li rende ora prelibatezze culinarie ora causa di letali avvelenamenti, ne ha alimentato il fascino e il mistero. Gli antichi Egizi li consideravano un cibo sacro, riservato ai faraoni; presso gli Aztechi e i Maya, alcune specie allucinogene venivano impiegate nei rituali sciamanici; Greci e Romani ne preferivano la dimensione gastronomica.

La collaborazione con l'Associazione micologica Bresadola Gruppo di Vicenza, colloca la mostra all'interno dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi.

La mostra “Il regno del gusto. I funghi nella cucina europea dell’Ottocento” si potrà visitare a ingresso libero fino al 16 ottobre a Palazzo Brusarosco Gallo Zaccaria, in contra’ Porta S. Croce 3, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. Sarà l’occasione per compiere un viaggio attraverso i ricettari di quattro grandi cuochi della cucina europea con un focus territoriale d’avanguardia: la coltivazione industriale nei covoli vicentini di Costozza nel primo Novecento.

Per informazioni:

https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Il-Regno-dei-Funghi-dal-mistero-alla-conoscenza

Gli animali selvatici di Alberto Salvetti

Nell’ambito della XVII edizione del festival “Vicenza e la montagna”, proposto da sezione CAI di Vicenza, sezione Giovane Montagna di Vicenza, Società Alpinisti Vicentini, e associazioni MontagnaViva di Costabissara e Montagne e Solidarietà, venerdì 18 settembre, alle 18, al piano terra di Palazzo Cordellina ospita anche l'inaugurazione della mostra “5:100 selvatici: quando il confine diventa labile”, a cura di Chiara Franceschini con opere dell'artista Alberto Salvetti.

La mostra sarà aperta fino al 18 ottobre, da martedì a venerdì dalle 15 alle 18. Sabato e domenica dalle 10 alle 18.

La ricerca plastica di Alberto Salvetti si concentra sullo studio della riconquista dei territori da parte della fauna selvatica, un fenomeno che vede specie ancestrali riappropriarsi di quegli spazi di pianura dai quali l’antropizzazione e lo sviluppo agricolo le avevano allontanate per millenni. Attraverso l’uso di materiali contrastanti, l’artista indaga il confine incerto tra paesaggio industriale e biodiversità locale, tra memoria preistorica e presente urbanizzato. Una ventina di opere tra pitture, foto, e sculture che rappresentano animali come il cinghiale, il lupo e il capriolo, esplorano questo ritorno. Un tempo signori delle antiche foreste planiziali, questi animali hanno vissuto un lungo esilio nelle aree montane, per poi intraprendere oggi un viaggio a ritroso lungo i corridoi faunistici moderni: linee ferroviarie, argini fluviali e aree industriali dismesse. Questi non-luoghi hanno visto inizialmente caprioli, lepri, tassi e volpi adattarsi a nuovi habitat; una presenza che ha attirato, in un paio di decenni, il cinghiale, seguito dal lupo (suo predatore naturale) e infine dal cervo, ultimo grande arrivo in questo ecosistema liminale. La scelta dei materiali è parte integrante della narrazione. Sono presenti animali in carta di giornale e scotch che raccontano del ritorno dei selvatici nella provincia vicentina attraverso l’utilizzo delle pagine del giornale locale— innesti in cemento ed elementi strutturali della città e del cantiere, simboli di un’architettura che ha cercato di contenere la natura — per dare forma ai corpi degli animali. Le opere non rappresentano una natura bucolica o idealizzata, ma una natura resiliente e adattiva. Vedere il cervo o il lupo tornare in pianura e muoversi tra i capannoni significa assistere a un cortocircuito temporale: la preistoria che riaffiora tra le crepe della modernità.

Per informazioni
https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Mostra-d-arte-5-100-Selvatici-quando-il-confine-diventa-labile-Opere-di-Alberto-Salvetti

Biografia di Alberto Salvetti

Nato a Vicenza nel 1974 (e vissuto per alcuni anni proprio a Palazzo Cordellina di cui il padre era custode), Alberto Salvetti è uno scultore la cui ricerca fonde arte, impegno civile ed ecologia. Esponente del Movimento Arte Etica, definisce la propria pratica come quella di un “osservatore attivo della biodiversità”, volto a risvegliare la responsabilità sociale verso l'ambiente. Formatosi tra l’Accademia di Venezia e la Complutense di Madrid, ha consolidato la sua visione a Buenos Aires grazie al legame con i maestri della Galeria Maman, tra cui Nicolás García Uriburu e Luis Benedit. Definito dalla critica uno “sciamano contemporaneo” per la sua capacità di riattivare legami ancestrali, Salvetti utilizza materiali industriali e di recupero (tondini di ferro, cemento, carta) intrecciati a elementi organici come il fieno e l’argilla, per dare corpo a una fauna selvatica che riabita gli spazi antropizzati. La sua carriera vanta collaborazioni internazionali, dalla Biennale di Venezia (con Carolyn Carlson e Cai Guo Qiang) alla Biennale di Curitiba in Brasile, dove ha attivato i progetti di riforestazione SEMEAR e PLANTAR. Il suo lavoro unisce scultura e performance in sinergia con istituzioni scientifiche: spiccano i progetti con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento e il programma europeo LIFE WolfAlpsEU, dedicati alla coesistenza tra uomo e grandi predatori. Tra le esposizioni recenti si distingue la personale Selvatici presso il MAVS – Museo Archeologico della Valle Sabbia (2025-26). Attraverso le sue opere, Salvetti invita a riconoscere nel ritorno della fauna ancestrale un richiamo necessario alle nostre radici, rendendo visibile ciò che è "caro" da conservare.

Gli eventi collaterali

Le tre mostre sono accompagnate da un ricco programma di eventi collaterali gratuiti.

Martedì 22 e 29 settembre, e poi il 6 e 13 ottobre, alle 16.30 o alle 17 a seconda della sede, le biblioteche della rete urbana di Laghetto, Villaggio del Sole, Anconetta e Palazzo Costantini propongono “I miceti non sono gatti”, letture ad alta voce e laboratori per bambini.

Venerdì 25 settembre, in occasione della Notte della ricerca, la mostra resta eccezionalmente aperta fino alle 20 con visita guidata alle 18.

Sabato 26 settembre alle 10, nel cortile di Palazzo Cordellina, Alberto Salvetti guida il laboratorio per bambini “Gli animali selvatici: disegnarli per conoscerli” (prenotazione obbligatoria a settoreantico.bertoliana@comune.vicenza.it).

Lunedì 28 settembre alle 18 sempre a Palazzo Cordellina Daniele Zovi propone le letture “Antichi misteri e nuove scoperte del regno dei funghi”, con l'accompagnamento musicale di Giacomo Presotto.

Mercoledì 7 ottobre alle 17.30, alla Biblioteca internazionale La Vigna (contra’ Porta Santa Croce 3), la conferenza “Funghi tra scienza, tradizione e gastronomia” mette a confronto la micologa Roberta Melli e lo chef Davide Pauletto (con registrazione su www.lavigna.it).

Giovedì 8 ottobre alle 18 Jessica Peruzzo presenta a Palazzo Cordellina il libro “I grandi carnivori d'Italia. L'orso, il lupo, lo sciacallo dorato e la lince” (Ricca Editore, 2025). L’esperienza dell’autrice nella divulgazione sui grandi carnivori emerge nell’attenzione dedicata a rispondere in modo chiaro e dettagliato alle domande più comuni e controverse, rendendo il testo uno strumento utile per promuovere una conoscenza consapevole e ideale per un pubblico ampio e curioso che voglia approfondire questi argomenti così dibattuti ai nostri giorni.

Domenica 11 ottobre alle 11, in occasione della 25a Giornata nazionale della micologia, è in programma una visita guidata alla mostra, mentre, dalle 9.30 alle 18.30 (con inaugurazione alle 10), l'Associazione Bresadola presenta nel cortile interno di Palazzo Trissino (corso Palladio 98) la 59a edizione della Mostra micologica “Città di Vicenza” con esemplari freschi di oltre 200 specie fungine.

Per informazioni: consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it, 0444 578211.

Vicenza e la Montagna”, un mese di film e incontri con gli autori

Il festival “Vicenza e la Montagna” proseguirà per un intero mese con incontri e proiezioni al Patronato Leone XIII. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, con inizio alle 20.45.

Martedì 6 ottobre è in programma il film “Anime libere: il richiamo del nord”.

In sala saranno presenti il regista Andrea Azzetti e la protagonista Lisa Bonato con gli amici a 4 zampe. Lisa è infatti una musher che ha dedicato la sua vita ai cani. Quella che era iniziata come una fascinazione infantile per la neve e l’avventura si è trasformata in una scelta di vita fatta di cura, sacrificio e fiducia. Il film racconta la preparazione a una gara di 200 km nel Nord. Tra allenamenti, silenzi innevati e momenti di dubbio, il viaggio diventa una riflessione sul confine tra ambizione e responsabilità, nel centenario della storica corsa del siero in Alaska, resa celebre dalla figura di Balto.

Martedì 13 ottobre tocca a “Anguane, le voci dell’acqua”, di Giovanni Pellegrini.

Un fiume immaginario scorre dalle Dolomiti alla Laguna di Venezia, attraversando paesaggi sospesi tra realtà e leggenda. Lungo il suo corso riaffiorano le leggende delle Anguane, creature bellissime e dalla voce seducente. Seguendo le tracce di queste creature misteriose, la performer Maria Roveran intraprende un viaggio per raccogliere i suoni delle loro dimore. Da questa ricerca nasce una musica che non imita la natura, ma la attraversa, fino a diventare la colonna sonora del film, creata insieme al compositore Joe Schievano. Tra leggenda, musica e scienza, Anguane, le voci dell’acqua è un’esperienza cinematografica immersiva che interroga il nostro legame con l’acqua e il mondo naturale.

Giovedì 15 ottobre è in programma l’anteprima italiana del docufilm “Terrasses d’avenir” di Margot Gavelle e Olivia Gracia, presenti in sala. Il docufilm è stato prodotto da due studentesse delle facoltà di Idrologia dell’Università di Montpellier, che hanno deciso attraverso il loro viaggio in Francia, Italia e Grecia di raccontare come i terrazzamenti agricoli possono essere una soluzione per la salvaguardia del paesaggio attraverso la gestione dell’acqua così preziosa di fronte al cambiamento climatico. Nel documentario vi sono alcune riprese dei terrazzamenti di Lumignano ricostruiti dai volontari grazie alla collaborazione tra Cai Sezione di Vicenza, Pro Logo e Comune di Longare, ITLA Italia. (Sala Polifunzionale Patronato Leone XIII).

Martedì 20 ottobre saranno proiettati tre film della serie “Dolomitismo. Racconti verticali”, docuserie ideata, scritta e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. Si tratta di “Catinaccio. Ritorno a Cima Mugoni”, “Croda Cimoliana. Sulle tracce della storia” e “Sass Maor. Il sogno nel cassetto”.

La serie ripercorre con nove documentari alcune ascensioni che hanno segnato la storia del dolomitismo.

Giovedì 22 ottobre serata con lo scrittore Fabio Dal Pan dedicata alla figura di Harold William Tilman: alpinista, esploratore e partigiano. Il Cai di Asiago e di Falcade gli hanno dedicato un sentiero “L’alta via di Tilman” per onorare la sua attività di alpinista internazionale e per aver partecipato alla lotta di Liberazione. (Sala Polifunzionale Patronato Leone XIII).

Martedì 27 ottobre sarà proiettato il film Endless Peaks di Andrea Bandinelli, presente in sala con il protagonista Francesco Tomè. autore di una corsa di 2.300 chilometri e 150.000 metri di dislivello positivo in 60 giorni, dalla Croazia fino al Colle di Cadibona in Liguria, seguendo il Sentiero Italia CAI. Endless Peaks segue Francesco nell’estate del 2025, lungo una traversata non solo sportiva. Dietro ogni tappa c’è uno sforzo collettivo di amici, familiari e professionisti che lo accompagnano fisicamente e moralmente fino alla fine, ed uno invece personale ed intimo di Francesco, faccia a faccia con se stesso.

Giovedì 29 ottobre si parlerà di “Alpiniste e alpinisti. Tra il primo e il secondo dopoguerra. Dal vento del nazionalismo al profumo della libertà -1921-1967”, ricordando Gaetano Falcipieri fondatore di S.A.V. Società Alpinisti Vicentini nel suo 80° anniversario 1946-1926. Saranno presenti Francesco Abbruscato, presidente del Gruppo Regionale CAI Veneto, e il Coro sociale di Magrè, diretto da Luciano Zanonato, anima storica del Canzoniere Vicentino. A seguire, rinfresco per festeggiare insieme con S.A.V.. (Sala Polifunzionale Patronato Leone XIII).

Martedì 3 novembre è in programma il docufilm Movimento fermo di Silvy Boccaletti, collegata con la sala in videoconferenza. Il movimento fermo è quello delle traiettorie di Giacomo, Maria e Sandro, tre personaggi che “smuovono” gli spazi marginali dei territori alpini, prealpini e appenninici, lontani da montagne-vetrina, per riscattarne le peculiarità materiali e immateriali. (Sala Polifunzionale Patronato Leone XIII).

Per informazioni:

www.vicenzaelamontagna.it

Ultimo aggiornamento:

18/09/2026 14:47