Goffredo Parise è nato a Vicenza l'8 dicembre 1929. E' l'enfant prodige della letteratura italiana del secondo novecento. Cominciò a scrivere giovanissimo incoraggiato dall'editore vicentino Neri Pozza. Con lui pubblicò i suoi primi due romanzi Il ragazzo morto e le comete (1951) e La grande vacanza (1953) accolti , se non da successo di pubblico, dai favorevoli commenti della critica. Il successo di pubblico arriva, invece, nel 1954 con Il prete bello. Il romanzo, ambientato negli anni del Regime, è una caricatura compiaciuta e pietosa del mondo di provincia. Nel 1956, con Il fidanzamento e nel 1959 con Atti impuri Parise chiude una sorta di trilogia veneta costituita prevalentemente da ritratti e da scavi moralistici. A questa intensa produzione iniziale, Parise fa seguire quattro anni di silenzio. In libreria ritorna con Il Padrone (1965), seguito da L'assoluto naturale (1967) e il Crematorio di Vienna in cui afferma polemicamente che «il nazismo è nella vita quotidiana». Si apre una seconda trilogia in cui centrale diviene l'analisi del mondo contemporaneo e del rapporto dialettico tra individui racchiudibili nelle ampie categorie di Padrone e Servo. D'altronde gli anni Sessanta sono per Parise il momento della riflessione politica nei confronti del processo alienante che porta le moderne società industriali, in fase di potente espansione, a schiacciare l'individuo. Sono gli anni "politici" di Parise, quelli, cioè, in cui fortissima è l'attività giornalistica. Per i lettori del "Corriere della Sera", testata cui collaborò per tutta la vita, Parise regala straordinari reportage dai luoghi in cui assume rappresentazione più dirompente la crisi del mondo moderno: è in Vietnam con le truppe americane, è in Cile nei mesi del golpe di Pinochet, è in Biafra durante la carestia. Sono reportage confluiti poi nel volume Guerre Politiche. Accanto a questi Parise pubblica "Cara Cina, New York, nei quali l'intento documentaristico si sovrappone costantemente alla valutazione morale. Nel 1972 Parise torna alla letteratura d'invenzione e lo fa con dei piccoli racconti scritti per il giornale che verranno poi raccolti ne Il Sillabario n. 1, seguito nel 1982 dal Sillabario n. 2. Nell'appartente semplicità questi racconti sembrano volere indicare la necessità di riportare l'uomo a superare la violenza della società riaffermando la centralità dei "diritti del cuore". Negli ultimi anni Parise si sposta da Roma a Treviso, dove muore nell'agosto del 1986.

Descrizione del fondo

Sono presenti n. 2 buste di fotocopie di materiale e una parte di carteggio.
L'archivio di Goffredo Parise è depositato nella "Casa museo Goffredo Parise" di Ponte di Piave.

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