Filippo Pigafetta

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Meno noto del celebre Antonio, testimone della grande impresa di Magellano, Filippo Pigafetta si è rivelato negli ultimi anni personaggio di notevole interesse nel panorama culturale italiano del secondo Cinquecento. Nasce a Vicenza il 1 maggio 1533 e muore in patria il 26 ottobre 1604. Figlio naturale di Matteo q. Camillo, trascorre la sua infanzia a Soella, presso i cugini Chierigati, ma abbastanza presto abbraccia la carriera militare che lo tiene impegnato fino al 1571, ma ciò non gli impedisce e, anzi, favorisce i suoi spostamenti e la conoscenza di personaggi illustri dell'epoca. Filippo, infatti, viaggia moltissimo, spinto e dalla sua innata e personale curiosità e da incarichi politici e militari. La sua esistenza è contrassegnata da continue peregrinazioni fra l'Europa e l'Africa, il cui frutto è rappresentato da una cospicua mole di relazioni, solo in parte già pubblicate, inviate ai diversi signori cui prestò servizio nella sua lunga ed avventurosa esistenza.

Al centro degli interessi di Filippo si collocano da un lato questioni che oggi si definirebbero tecnico-scientifiche, ad esempio lo studio della meccanica applicata all'arte della guerra, dall'altro avvenimenti fondamentali per la storia politica e sociale dell'Europa del XVI secolo, come la minaccia ottomana ai confini orientali. Le testimonianze di Filippo, in questo caso, sono sempre di prima mano, quasi dei resoconti in diretta di uno scontro bellico drammatico la cui eco giungeva in Italia proprio attraverso gli scritti di uomini come lui, veri e propri inviati speciali al servizio degli stati europei preoccupati dall'avanzata delle forze turche.

Altro settore di innegabile importanza dell'attività di Filippo è quello geografico, che offre agli studiosi moderni una serie di pregevolissimi testi dedicati ai luoghi e ai popoli più diversi. Non stupirà così di incontrare fra le sue opere una Descrizione del territorio e del contado di Vicenza accanto alla relazione del suo Viaggio da Creta in Egitto ed al Sinai, scritti entrambi pubblicati non molti anni fa grazie al generoso interessamento di Alvise da Schio. Non meno importanti sono le relazioni che Filippo ebbe con due geografi d'Oltralpe, il Mercator e l'Ortelio. E si occupò dell'edizione in italiano dell'Atlante di quest'ultimo, pubblicato nel 1608 dove figura la Descrizione del Territorio e del contado di Vicenza, compilata dallo stesso Filippo che disegnò anche la carta del Territorio.

Gli interessi di Filippo spaziarono anche nell'ambito letterario, come si evince dalla prefazione alla Gerusalemme liberata del Tasso nella edizione del 1600, stampata a Venezia nella tipografia degli eredi di Francesco dè Franceschi.

Resta poi un ricco epistolario, che documenta l'intensità dei rapporti di Filippo con personalità di prestigio in campo politico e culturale, dal Granduca di Toscana al celebre umanista Giusto Lipsio. Si tratta di un corpus di notevole consistenza, utile per definire meglio la biografia di Filippo, come pure per le informazioni particolareggiate su fatti e personaggi del secondo Cinquecento dei quali egli si trovò per qualche motivo ad occuparsi.
Parte di questo epistolario, riguardante il servizio di Filippo presso il granduca Ferdinando de' Medici, è stato pubblicato dalla biblioteca nello splendido volume Filippo Pigafetta consigliere del principe, a cura di M. Pozzi, Vicenza 2004.
Si auspica che al più presto si possa procedere allo studio sistematico e alla pubblicazione delle altre lettere di Filippo, come pure di alcuni suoi manoscritti rimasti ancora inediti.

Anche a Filippo, come ad Antonio, il progetto Pigafetta ha dedicato in questi anni una specifica ricerca bibliografica, di cui si presentano qui i risultati ancora non definitivi. Nell'interesse comune della ricerca, ci auguriamo che la competenza di altri studiosi contribuisca a colmare le inevitabili lacune di questo repertorio.

Filippo Pigafetta

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