Manoscritti
Il codice Minici: nuovo dono per la Bertoliana
Un prezioso manoscritto vicentino, inedito, a firma di un altrimenti ignoto Giovanni Battista Minici e intitolato "Della teorica & pratica dell'universal militia", è arrivato in Biblioteca Bertoliana!
Acquistato grazie al sensibile intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, e "adottato" dalla Bertoliana, cui è stato affidato in comodato d'uso, è destinato a divenire un nuovo vanto per la Fondazione e un nuovo tesoro per la biblioteca, interessate entrambe, per vocazione istituzionale e tradizione culturale, alla conservazione e alla valorizzazione delle rarità bibliografiche locali.
Il codice, datato 10 gennaio 1604, è quanto di più suggestivo e affascinante si possa immaginare relativamente all'arte militare, corredato qual è - accanto alla parte didascalica - di un apparato iconografico ricco di oltre un centinaio di immagini - alcune anche a piena pagina - con figure allegoriche, armi, macchinari bellici, particolari architettonici e fregi. A fronte del titolo del primo libro è aggiunto uno splendido acquerello ad inchiostro raffigurante un "bombardiere" che offre il manoscritto al dedicatario, Enrico IV re di Francia. L'acquerello, aggiunto ma realizzato espressamente per arricchire il testo, è con ogni probabilità attribuibile a Giambattista Maganza il Giovane (1577-1617), noto artista vicentino, che decorò tra l'altro la chiesa di S. Pietro in Vicenza e, con il padre Alessandro, realizzò parte degli affreschi che decorano la Rotonda.
Un mistero avvolge l'opera: l'identità dello sconosciuto vicentino Giovanni Battista Minici, frate agostiniano del Convento di S. Michele, che lo vergò nei primi anni del Seicento. Gli storici locali sembrano ignorarlo, ad accezione di Giovanni da Schio che brevemente lo nomina nella monumentale opera manoscritta Persone memorabili di Vicenza:
"Vicentino, Gio. Battista frate agostiniano copista di libri 1580. Vedi nella famiglia Thiene". Nell'albero dei Thiene, tuttavia, non si è trovato traccia di Minici. Rimane forte la curiosità sul personaggio, sul suo ruolo nella cultura vicentina, sul perchè un uomo di chiesa si sia cimentato nella stesura di un'opera così dettagliata e iconograficamente accurata di argomento militare. Appropriate ricerche sulla documentazione presente nell'Archivio di Stato di Vicenza, dove sono conservate le carte del convento, potranno far luce sull'attività svolta da Minici, sia come copista di libri, sia come archivista del Monastero; uno studio comparativo con testi coevi sulle fortificazioni potrà invece valutare competenze e novità del codice. Va ricordato, infine, che un vicentino esperto nell'arte militare e nelle fortificazioni Vicenza l'aveva già: era Filippo Pigafetta e nulla vita di pensare che nei suoi frequenti soggiorni in Città possa aver incontrato un personaggio come Minici.