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La Mostra
Una biografia per immagini
Le foto di Mariano e di Teresa Barrera, i genitori di Antonio Fogazzaro, aprono il percorso sulla biografia dello scrittore, nato a Vicenza il 25 marzo 1842. Laureatosi in legge a Torino nel 1864, da sempre nutre la passione per le lettere. Sposa nel 1866 Margherita Valmarana; foto d'epoca lo ritraggono trentenne con i figli Maria, Gina e Mariano. Scrittore metodico ma disordinato - lavorava tantissimo ma preferiva che a raccogliere le sue carte e i suoi libri si occupasse l'amico bibliotecario Sebastiano Rumor -, pubblica nel 1881 il primo romanzo, Malombra. Il capolavoro Piccolo mondo antico esce nel 1895; del 1901 è Piccolo mondo moderno, cui segue Il Santo nel 1905. L'ultimo libro è Leila, pubblicato nel 1910. L'anno successivo, il 7 marzo, muore all'Ospedale di Vicenza.
Il plico sigillato e i suoi segreti
Le carte private di Antonio Fogazzaro, per volontà dei donatori, i marchesi Antonio e Giuseppe Roi, sono state secretate fino al 1 gennaio 2011, anno del centenario della morte dello scrittore. Dal plico, aperto il 15 febbraio, sono emerse tre tipologie di documenti: Carte intime, Taccuini e Lettere Familiari. Quest'ultimo corpus contiene circa 300 lettere: si tratta di un vero e proprio "epistolario familiare" che ha come esclusivi destinatari la moglie Rita, il figlio Mariano e le figlie Maria e Gina. Le lettere, scritte senza pudore ma sempre con molta misura ed infinita dolcezza, rivelano l'intensità e la profondità del legame con i figli.
La fortuna nel mondo
La diffusione dell'opera di Fogazzaro, a dispetto della provincialità evocata da D'Annunzio, "Fogazzaro? Il est de Vicence", ha una dimensione mondiale. La versione tedesca di Miranda del 1882 indica una penetrazione precoce nei paesi nordici. Ma è con la traduzione francese che Fogazzaro accede a un pubblico sopranazionale: nel 1893 viene pubblicato da Perrin il Mystère du poète. E' l'inizio della sua fortuna mondiale. Il primo romanzo tradotto in inglese è invece Daniele Cortis, edito nel 1887 dalla casa editrice Henry Holt di New York. Piccolo mondo antico nel 1896 viene tradotto in russo e due anni più tardi in polacco. Il Santo esce nel 1912 addirittura in Giappone.
Le "conversazioni" a San Bastian e i salotti letterari
La nobiltà ottocentesca conserva come tratto distintivo del proprio stile aristocratico il salotto, luogo e momento della conversazione. Nel salotto della villa vicentina di San Bastian, Fogazzaro è al centro di un piccolo circolo di amici, parenti e occasionali ospiti. In absentia coltiva le amicizia attraverso fitte corrispondenze. Sfogliando tra i suoi carteggi si incontrano molte presenze femminili: le amiche Jole Biaggini Moschini e Vittoria Aganoor; le salonniérs Ersilia Caetani Lovatelli e Emilia Peruzzi; le letterate Matilde Serao e Maria Messina; le attiviste cattoliche Elisa Salerno e Felicitas Buchner. La storia dell'enorme successo di Fogazzaro tra le lettrici e della straordinaria ricezione della sua opera narrativa tra le donne è un capitolo inedito nella storia della "fortuna" dello scrittore berico.
Il Modernismo e il Premio Nobel
La tematica religiosa aleggia in tutti i romanzi di Fogazzaro ma nella trilogia Piccolo mondo moderno, Il Santo e Leila assume un'importanza particolare a motivo del coinvolgimento dello scrittore nel movimento di riforma che passa alla storia con il nome di modernismo. Il più elevato coefficiente ideologico modernista Fogazzaro lo infonde ne Il Santo: il libro esce il 5 novembre 1905 e diventa un best seller internazionale. Il successo alimenta le preoccupazioni di papa Pio X, che lo fa mettere all'indice. La condanna arriva il 5 aprile 1906; il 21 aprile Fogazzaro esprime sottomissione al decreto. L'atto di obbedienza gli costerà il riconoscimento del premio Nobel a cui era stato candidato fin dal 1901.
Le ville e le biblioteche
Durante i mesi invernali Fogazzaro risiede nel villino di San Bastian a Monte Berico; Velo d'Astico è luogo dei soggiorni primaverili nella villa della suocera Giuseppina Valmarana; d'estate si trasferisce a Oria in Valsolda, nella casa affacciata sul lago di Lugano; in autunno veste i panni di amministratore delle sue proprietà agricole nella villa cinquecentesca di Montegalda. Nel 1906 inizia la costruzione di una nuova villa a Velo: la chiama Montanina e le imprime uno stile fortemente liberty. In ogni sua villa Fogazzaro organizza uno studio e una biblioteca. La più ricca era quella raccolta a San Bastian, oggi in parte conservata nell'abbazia di Praglia.
Le arti, la musica, il cinema, gli illustratori e la moda
Il milieu della famiglia agiata pone Fogazzaro a contatto con le belle arti fin da ragazzo. Eclettico e ribelle alle mode, dal padre Mariano impara ad amare la musica di Schumann e Mendelssohn, lo zio don Giuseppe gli trasmette l'interesse per l'arte del romanticismo straniero. I riferimenti all'arte sono costantemente presenti nei romanzi di Fogazzaro, svolgendo funzioni di arricchimento della trama. Ma lo scrittore è in grado con la sua opera di ispirare anche nuove espressioni artistiche. Nel cinema Mario Soldati cura la regia di Piccolo mondo antico (1941), Malombra (1942) e Daniele Cortis (1947) e molti sono gli illustratori italiani e stranieri che si confrontano con i suoi romanzi, accompagnando soprattutto le pagine dei piccoli mondi.