Palazzo Leoni Montanari
Contrà S.Corona, 25
36100 Vicenza
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PAROLE LEGATE.
Artigianato d'arte nelle legature dei fondi storici della Biblioteca Bertoliana
14 dicembre 2007 – 24 febbraio 2008
Istituzione Pubblica Culturale Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza
in occasione dei 300 anni dalla sua fondazione
in collaborazione con INTESA SANPAOLO
con il patrocinio di Regione del Veneto
Inaugurazione venerdì 14 dicembre ore 12.00
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Introduzione alla mostra
Nella storia della trasmissione del sapere, della conoscenza, della bellezza, vale a dire nella storia del libro, l'arte della legatoria è spesso rimasta in secondo piano. Eruditi e bibliofili hanno in effetti preferito concentrare la loro attenzione sui contenuti del libro o sulle splendide miniature che li illustrano, impreziosiscono e rendono unici.
Una sensibilità più moderna, più aperta da un lato a cogliere un valore estetico anche nella sedimentazione di tradizioni materiali, più attenta dall'altro a scorgere il depositarsi della bellezza nei molteplici aspetti e dettagli del reale, ha saputo rivolgere il proprio sguardo anche alla legatura, che da supporto materiale a protezione e difesa dell'oggetto libro si è nel tempo evoluta e arricchita.
Ad occuparsi non solo dei vari aspetti di questa tecnica che diventa arte, in cui si condensa e avvalora la maestria dell'artigiano legatore, ma anche della ricostruzione della cultura materiale che presiede alla manifattura del libro antico, sono gli studi di bibliologia materiale, disciplina che oggi si preferisce chiamare "archeologia del libro".
La preziosità di una legatura può essere valutata sotto due diversi aspetti: nella sua tecnica costruttiva, spesso molto complessa e di difficile realizzazione (aspetto documentario) e nella sua struttura decorativa (aspetto artistico), dove si possono raggiungere livelli di assoluto rilievo.
Le legature esposte coprono un arco di tempo molto ampio, dalla fine del Trecento al sec. XIX, e sono un esempio rilevante di alcune tra le più significative tecniche decorative sviluppatesi in Europa nel corso di questo periodo.
Il percorso della mostra segue un ordine cronologico entro il quale sono evidenziate alcune tipologie di legature particolarmente significative. Per il Medioevo l'attenzione si concentra sulle legature monastiche, tra le quali spiccano quelle prodotte da Giovanni Marco da Vicenza, frate domenicano del convento di Santa Corona. Per il Cinquecento, largo spazio viene dedicato alle legature veneziane che nei loro diversi aspetti testimoniano il ruolo di assoluta preminenza che Venezia seppe assumere non solo a livello politico ma anche quale polo e centro culturale. Tipico prodotto di area tedesca sono le legature in pelle di porco in cui la ricchezza dell'ornato si evidenzia nell'uso insistito di ferri figurati e di placche di grandi dimensioni. Il Seicento pone invece l'attenzione sulle legature prodotte in Francia e largamente imitate nel resto d'Europa, in particolare in Italia; qui è la ricchezza della decorazione, insieme all'uso di materiali pregiati, a lasciare il segno; il marocchino, per lo più rosso, viene esaltato dall'utilizzo straripante dell'oro. Per il Settecento, in cui il nuovo gusto impone un uso più misurato della doratura, e caratteristiche sono soprattutto le composizioni decorative che si limitano ad eleganti cornicette floreali e non - vedi le legature alla Du Seuil -, si sono volute mettere in rilievo le legature rococò, che grande fortuna ebbero in Italia. Caratterizzato per lo più dalla ripresa di tecniche e motivi precedenti fu l'Ottocento: la mostra si propone di dare visibilità ad alcune delle tipologie più rappresentative del periodo, non tralasciando le legature industriali che testimoniano l'avvenuto passaggio del libro dalla produzione d'ancien regime a quella meccanizzata.
Due sono i nuclei di legature che la mostra intende porre in particolare risalto: il primo raccoglie tre legature di epoche diverse appartenute a Giovanni Maria Bertolo (giureconsulto vicentino, fondatore della biblioteca Bertoliana, che ebbe notevole fama in patria e a Venezia dove esercitò la professione; morì il 7 novembre 1707 senza poter godere del munifico dono fatto alla città); il secondo accosta legature pure di periodi differenti, ma caratterizzate, nella loro espressione decorativa, dalla presenza di stemmi nobiliari. Il nucleo bertoliano è collocato all'interno della sezione dedicata al Seicento (secolo d'elezione per il Bertolo); mentre quello relativo alle legature stemmate trova posto nella sezione settecentesca.
Sergio Merlo