I libri d'artista di Pino Guzzonato

Pino Guzzonato non è un artista che "inventa" soggetti, quanto piuttosto uno scopritore di cose preziose che già esistono sapendo trarre dal mondo naturale le forme e le sostanze che, lavorate dalle sue mani, diventano soggetti parlanti ed espressivi; un poeta insomma che dal mondo e da altri poeti riesce a cogliere il dettaglio prezioso, il senso magico delle parole e delle cose.
Guzzonato conosce la struttura e ha lavorato molti tipi di materiali, dalla pietra ai metalli preziosi, dal plexiglass, al ferro, al legno. Uno dei suoi particolari incantesimi degli anni più recenti è l'interazione con la carta che da fibra della natura diviene scultura, pittura incisione, involucro e supporto di pensiero, sperimentazione, recupero del passato e proiezione nel futuro. Come una sorta di foglio lavorato a "origami" in cui è racchiuso il principio del ciclo vitale, complesso e fragile, suscettibile ai mutamenti del tempo che si sciuperà e morirà ma che è portatore di modelli che possono essere riprodotti e mantenuti sempre vivi, così sono i libri e le carte di Pino Guzzonato: parlanti e capaci di cucire insieme passato e presente.
A ben pensarci è lo stesso principio che governa una biblioteca, che conserva i libri in modo che il loro contenuto passi di mente in mente, mantenendo ininterrotta la catena del sapere e del pensiero che in essi è racchiuso. Un saggio dell'attività di Guzzonato, una sorta di interazione tra la propria arte e quella altrui è contenuta in alcune bacheche in cui sono esposti i suoi libri d'artista in mostra nella chiesa di ss Filippo e Giacomo: vi si ritrova lo spirito che anima i territori boschivi della vita di Rigoni Stern l'"ARBORETO SELVATICO" ; una "CARTA" e una "LETTERA" dedicate all'attività letteraria di Fernando Bandini.
Anche le poetiche di Andrea Zanzotto e di Paolo Lanaro vengono ri intelaiate nella carta tessuta a mano da Pino, mentre con lo scrittore Maurizio Maggiani egli intreccia un dialogo come in un gioco di specchi, da parola ad immagine, e per il giornalista, storico e poeta Franco Marcoaldi costruisce una icastica storia breve intitolata "IL GIORNO DEI MORTI".
A fianco a questi fogli che raccontano "di" e "a" sono esposte alcune edizioni realizzate da Pino Guzzonato con l'editore Pulcino Elefante: poesie, racconti, aforismi, temi liberi che si rincorrono sulla carta stampata assieme alle figure che correlano i testi di autori molto diversi tra loro: Alda Merini, Alberto Bonfanti, Nico Stringa, Giorgio Celli, Lisa Ponti, Afro Somerara, John Medusa, per citarne alcuni, secondo trame mirabili che aggiungono reciprocamente potere espressivo.
Non è pensabile tracciare qui un curriculum del percorso artistico di Pino Guzzonato che è lungo quasi/più di mezzo secolo e che ha all'attivo esposizioni, laboratori e work shop, mostre personali e collettive in tutto il mondo, pubblicazioni in diverse lingue. Un'attività che nemmeno la sua pur vasta casa laboratorio di Acquasaliente può contenere, se non per esempi e per sommi capi.
Le sue opere sono conservate in molti musei in Italia e all'estero, oltre che in alcuni del Veneto tra cui il museo di Ca' Pesaro e in numerosissime collezioni private. Non c'è un amico che non possieda almeno una delle sue preziose cartoline che Pino organizza velocemente e in apparenza senza alcuno sforzo per ricordare e fissare nel tempo le più svariate occasioni, grandi e piccole della sua vita di relazione.
Verrebbe da pensare, in realtà, che per lui le occasioni d'incontro siano sempre speciali: si tratti di una cena di mezza estate tra il verde dei Tretti o il compleanno di un amico. Ricordo di aver accompagnato una volta nel suo laboratorio un gruppo di miei studenti del Liceo Pigafetta per far vedere e far fare loro la carta. Da quell'entusiasmante incontro nacque una "cartolina" in tiratura di 18 esemplari, una per ciascuno degli studenti che furono felici del dono così come di ciò che avevano visto e sperimentato.
Materialmente più consistente della carta ma con lo stesso pregnante significato è nata la medaglia commemorativa che viene presentata in occasione dell'anniversario della Bertoliana.
La moneta reca nel fronte un rinoceronte con un ponderoso libro legato sulla groppa.
Saper coglier l'essenza degli animali è un'altra delle caratteristiche di Pino Guzzonato, che sia un domestico Martin pescatore o un'esotica iguana, egli vi aggiunge sempre una sua particolare visione che rende il soggetto planetario e unico ad un tempo.
Così è anche per questo rinoceronte. Metafora di resistenza e di nerboruta pazienza, questo animale fu uno dei primi ad essere rappresentato nell'arte, nelle grotte di Lascaux 15.000 anni avanti Cristo, nelle decorazioni pittoriche funerarie egiziane, nei paesaggi nilotici degli affreschi pompeiani e nei mosaici pavimentali dell'antica Roma, nei bestiari medievali.
Il famoso rinoceronte di Durer e quello altrettanto famoso di Pietro Longhi, sembrano testimoniare la capacità di questo animale di colpire la fantasia degli artisti, sia che l'abbiano visto dal vero o solo immaginato dai racconti dei viaggiatori.
E dunque eccolo anche qui, a rappresentare nella moneta coniata dalla Bertoliana "la forza della conoscenza".
Un concetto apparentemente scontato che, invece, non lo è affatto. La conoscenza contenuta nei libri costituisce una risorsa potente ma necessita di una costante volontà di mantenimento. Forse questo è anche il motivo per cui l'animale è raffigurato di profilo nel suo incedere lento e determinato e perchè il libro che porta sul dorso è legato con un doppio giro di corda per impedire che cada e venga travolto da passi ignari e ignoranti.

prof.ssa Giovanna Grossato

Biografia

Pino Guzzonato è nato nel 1941. Vive e lavora in provincia di Vicenza dove ha una casa-laboratorio a Tretto di Schio.
Dopo aver collaborato con le Università di Utrecht e Parigi, ha partecipato alla 49° Biennale di Venezia e organizzato workshop internazionali presso la cartiera di Dueville (VI). Ha esposto in numerosissime rassegne ed esposizioni, tra cui ad Aosta, Venezia, Torino, Bologna, Como, Parma, Cagliari, Padova, Ginevra, Vienna, Linz, in Slovenia, Francia e Giappone. Ha allestito mostre alla Basilica Palladiana di Vicenza e al Museo Casabianca di Malo, alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, all'Antico Palazzo della Pretura di Castell'Arquato (PC) e all'Archiginnasio di Bologna, al Crédit Agricole di Poitiers e all'Istituto Italiano di Cultura di Vienna. Hanno scritto di lui importanti critici e scrittori, tra cui Fernando Bandini, Mario Rigoni Stern, Virgilio Scapin, Andrea Zanzotto. Nel 2002 ha presentato un libro d'artista alla Biblioteca degli Uffizi di Firenze e tenuto una personale all'Accademia di Weimar su invito della Bauhaus.

Pino Guzzonato è un artista che crea sperimentando da molti anni con tecniche e materiali diversissimi.
E' stato ed è via via scultore, pittore, disegnatore, incisore. Ha usato la pietra, il legno, la ceramica, la plastica, il metallo, sempre utilizzando le qualità concrete e palpabili dei materiali, mettendo in luce le loro proprietà espressive.
Vecchi jeans, semi, terriccio, acciaio, foglie, pietre, plexiglas, carta: tutto viene riciclato, reinventato, ritrasformato senza perdere la propria anima, ma acquistando un nuovo significato.
Nonostante l'eterogeneità e la complessità della sua produzione, o forse proprio per questo, tutte le sue opere sono collegate da un filo conduttore ben preciso, in cui nelle contaminazioni fra elemento naturale e artefatto vengono recuperate esperienze non soltanto visive, ma soprattutto sensoriali.
In questo modo le sue creazioni, che stimolano i sensi naturali del tatto e della vista, mettono in gioco le loro capacità di raccontare una storia e di comunicare un'esperienza: così l'arte di Pino Guzzonato acquista valore in quanto immanentemente pratica e ancorata ai parametri della cultura materiale.

Un simbolo si affaccia spesso nelle sue opere: l'albero con il suo significato archetipo e la materia da cui è composto, il legno, che macerato e trattato diventa carta.
La carta infatti è diventata negli ultimi anni una parte importante della produzione artistica di Pino Guzzonato. Carta che l'artista fabbrica da sé a partire da tutti i materiali possibili. Carta che diventa impronta, sagoma da cui egli estrae il senso e l'anima delle cose. Carta che diventa libro. Libro che diventa oggetto naturale per la sedimentazione del pensiero, che si offre come luogo ideale di riflessione sulla complessità dell'uomo.
Così su di lui ha scritto Giorgio Celli: "La carta è il veicolo dei nostri sogni, che passano da uomo a uomo, a diventare dei sogni collettivi. Un libro è l'equivalente cartaceo di un cervello, in cui tutti possono entrare e che tutti possono usare. Uno strumento per sognare e pensare insieme:"

Marina Francini

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