Il Profilo di Comunità

La programmazione degli interventi rivolti alla comunità richiede una lettura attenta delle sue risorse e dei suoi bisogni. La conoscenza della comunità da servire, infatti, costituisce la condizione di base per imprimere intenzionalità alle politiche di servizio e per governare il cambiamento.
La comunità locale è un sistema complesso e non semplice da leggere, poiché composto di un'unità territoriale, sociale, politica, economica, culturale, associativa correlate e interagenti tra loro e funzionanti come un tutto.
Il tentativo è quello di individuare gli elementi strutturali cercando di determinarne le linee di interazione, per fornire informazioni utili alla gestione dei servizi.
In questo profilo si è cercato di unire più punti di vista per offrire una visione un po' più completa della nostra comunità. I dati raccolti sono qui presentati con un taglio che privilegia in particolare l'ambito culturale, cittadino allo scopo di contestualizzare il servizio bibliotecario.

Introduzione

Nel contribuire quotidianamente alla costruzione del servizio bibliotecario cittadino attraverso le numerose attività di progettazione, erogazione del servizio e valutazione degli esiti dello stesso in termini di efficacia ed efficienza, sorge sempre la necessità di ancorare la nostra attività professionale da un lato alle norme e alle linee guida che governano la nostra professione, e dall'altro nell'adattarle alle specificità del contesto sociale e istituzionale nel quale la Biblioteca Bertoliana è inserita.
Il Manifesto UNESCO del 1995 definisce la biblioteca pubblica come il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione. I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell'uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non hanno avuto la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari (…)Ogni fascia d'età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni.( …) I servizi bibliotecari devono essere adattati ai diversi bisogni delle comunità rurali e di quelle urbane.
La Legge regionale 5 settembre 1984, n. 50 Norme in materia di musei, biblioteche, archivi di enti locali o di interesse locale all'art. 23 - (Funzioni della Regione) dice tra l'altro (…) coordina, attraverso iniziative e interventi specifici, la rilevazione, su scala regionale, dei dati attinenti alle risorse bibliotecarie, ai servizi e alle attività delle istituzioni bibliotecarie degli Enti locali e di interesse locale nonché alla relativa utenza.
L'indicazione che emerge è la necessaria conoscenza dei bisogni informativi espressi dalla propria comunità di riferimento per una progettazione dei servizi ed una costruzione delle raccolte che voglia essere efficace.
D'altra parte il Regolamento dell'Istituzione Biblioteca Bertoliana nell'individuare le finalità della biblioteca all'art. 2 dice tra l'altro (…) Lo svolgimento del servizio bibliotecario è decentrato nel territorio, con funzioni di pubblica lettura e animazione culturale: nessun elemento del servizio è isolato ma deve essere in gradi di integrarsi con il sistema nel suo insieme e di permettere l'accesso a tutte le risorse disponibili; e all'art. 3 L'Istituzione svolge attività indirizzata a:promuovere le funzioni di biblioteca pubblica di capoluogo di provincia della Biblioteca Civica Bertoliana, attraverso la raccolta e la conservazione delle opere antiche e rare (…) a rendere disponibili i necessari sussidi di studio e di ricerca - con particolare riguardo alle opere di consultazione e di carattere generale e quelle relative alle materie umanistiche e storiche, maggiormente rappresentate nelle raccolte formatesi nel tempo - tramite il servizio di lettura in sede, prestito locale e interbibliotecario, nazionale e internazionale, di riproduzione dei documenti secondo diverse modalità, di consulenza sul materiale manoscritto e documentario.
E' quindi precisata la doppia funzione di biblioteca di conservazione dei fondi storici e dei fondi legati alla ricerca, e di biblioteca pubblica come centro informativo locale per la città, nei suoi punti decentrati.

In questo contesto la programmazione degli interventi rivolti alla comunità richiede una lettura attenta delle sue risorse e dei suoi bisogni. Il modo in cui questa lettura è condotta può condizionare il risultato finale: gli interessi, la cultura e le capacità di approfondimento di chi guarda possono infatti mettere in risalto alcuni aspetti e trascurarne altri.
In questo profilo si è cercato di unire più punti di vista per offrire una visione un po' più completa della nostra comunità che ci auguriamo possa essere utile agli amministratori e agli operatori soprattutto culturali.
Per far questo è imprescindibile una costante ricerca di informazioni relative da un lato, alla nostra utenza reale, ai suoi bisogni, alle sue aspettative e all'utilizzo dei servizi offerti in modo da poter valutare la ricaduta dell'offerta bibliotecaria in città, dall'altra però anche la doverosa indagine sull'utenza potenzialmente interessata al servizio e cioè sulla comunità locale vicentina.

I dati raccolti e qui presentati con un taglio che privilegia in particolare l'ambito culturale cittadino allo scopo di contestualizzare il servizio bibliotecario, derivano da diverse fonti:dati statistici raccolti dall'ISTAT, dall' Ufficio Statistica del Comune di Vicenza, dall'Assessorato all'Istruzione settore Servizi Educativi, dall'Assessorato per le attività culturali, dall'ULSS n. 6, dalla Camera di Commercio, dai siti delle aziende di trasporto, delle associazioni , delle biblioteche, degli esercizi privati relativi al settore culturale. A questi sono stati affiancati dati di attività dei servizi bibliotecari cittadini e ricerche svolte appositamente dalla nostra Istituzione per definirne meglio i fondi e le linee di sviluppo.

Ma prima di iniziare a delineare gli elementi raccolti è necessario premettere qualche definizione che vada a circoscrivere e a precisare il campo d'indagine e in questo risulta necessario richiamarsi all'impostazione data al tema da un vero classico italiano sul tema : Martini-Sequi: Il lavoro nella comunità. Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1989, dove per comunità intende "un sottosistema socio-territoriale a confini amministrativi definiti dove si dispongono, in un mutuo scambio di influenze: individui e gruppi, ambiente naturale e ambiente costruito dall'uomo, bisogni e attività di interpretazione e di trasformazione della vita e delle risorse di cui dispone la comunità stessa"
Altra fonte necessaria ad individuare le caratteristiche principali di una comunità è l'ordinamento giuridico che va a disciplinare le comunità locali.
La Costituzione italiana, infatti, prevede all'art. 5 il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali, nonché l'attuazione del più ampio decentramento amministrativo, mediante il trasferimento di funzioni alle Regioni, alle Province e ai Comuni.
A seguito di ciò sono state promulgate nel tempo tutta una serie di leggi recentemente accorpate nel DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e in particolare nella PARTE I TITOLO I Articolo 3 comma 2: Il comune è l'ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo; e nel TITOLO II CAPO I Articolo 13 comma 1. Spettano al Comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale.

Elementi fondamentali quindi per definire una comunità sono il territorio (ambiente fisico naturale e costruito dall'uomo) che garantisce le risorse necessarie allo sviluppo della comunità e dispone le possibilità e i vincoli che condizionano le comunicazioni e i rapporti sociali e il legame sociale (legami di solidarietà, identificazione, competizione e conflitto che sfociano in una forma di organizzazione sociale) che caratterizza la popolazione compresa in quel territorio.

La comunità locale è un sistema complesso e leggerlo non è semplice in quanto è composto di un'unità territoriale, sociale, politica, economica, culturale, associativa correlate e interagenti tra loro e funzionanti come un tutto. Un sistema che non è la sommatoria delle parti, ma risulta anche dalla loro interrelazione. E' difficile riconoscere le forze in campo che operano di là degli elementi strutturali, infatti la loro azione è in costante divenire e non è facile descriverla all'interno delle mappe organizzative. Il tentativo quindi è quello di individuare gli elementi strutturali tentando di determinarne le linee d'interazione, con il rischio di semplificazioni e schematizzazioni riduttive che però possono dare informazioni utili alla gestione dei servizi.
La conoscenza della comunità da servire, infatti, costituisce la condizione di base per imprimere intenzionalità alle politiche di servizio e per governare il cambiamento.

Tutti noi viviamo all'interno di una comunità, ma questo non significa che sappiamo cosa essa sia, quali siano le sue origini, i suoi confini, quale sia l'organizzazione politico amministrativa, economica, quale il sistema dei valori Comuni, le problematiche emergenti, l'organizzazione dei servizi che rispondono ai bisogni della popolazione.

Per una migliore lettura il profilo di comunità è suddiviso in:

  • un profilo territoriale, che analizza gli elementi che la definiscono morfologicamente e ne individuano l'aspetto esteriore (confini, superficie, elementi idrografici, orografici, climatici, le risorse naturali, la rete delle comunicazioni, le opere di urbanizzazione primaria, la densità abitativa, l'analisi della struttura urbana, la dislocazione delle zone storiche e a valore artistico, gli spazi versi, i luoghi di ritrovo….);
  • un profilo demografico che studia la composizione della popolazione e le sue linee di sviluppo (incremento, decremento, mortalità, natalità, migrazione, aggregazione in famiglie, sesso, età , livello di istruzione, condizione lavorativa, la mobilità per motivi di lavoro…);
  • un profilo delle attività produttive che cerca di conoscere la comunità dal punto di vista economico (tipologia delle attività produttive presenti, numero e dimensione di occupati delle aziende, reddito della popolazione…);
  • un profilo dei servizi siano essi servizi sociali, sanitari, socio-educativi, ricreativo- culturali, di essi si analizza la tipologia, la distribuzione territoriale, le dimensioni di servizio cercando di evidenziare le problematiche connesse;
  • un profilo istituzionale individua la struttura politico amministrativa che influisce sull'organizzazione sociale della città (composizione del consiglio comunale, dati elettorali, informazioni su istituzioni pubbliche presenti sul territorio, sulla chiesa quale organismo di aggregazione sociale istituzionalizzata.).

Questo lavoro vuole essere una descrizione, sia pure parziale ed incompleta, che non mira tanto ad una fotografia statica della comunità vicentina, quanto a costruire uno strumento in grado di imprimere un cambiamento e ad orientare nella gestione dei servizi bibliotecari.

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